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Donato Carrisi e l'esordio nel cinema

di Redazione

27/10/2017 Spettacoli

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Donato Carrisi e l'esordio nel cinema

 

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Donato Carrisi a Martina Franca, più o meno ai tempi del liceo, metteva in scena i suoi lavori con l’associazione culturale Vivarte. Uno di essi, la commedia Il fumo di Guzman, diventerà anche l’unico suo romanzo a non essere un thriller: La donna dei fiori di carta.

L’esordio cinematografico come regista e sceneggiatore, ieri con La ragazza nella nebbia, trasposizione del penultimo omonimo romanzo di due anni fa, non è una sorpresa ma la logica evoluzione d’un percorso. Proiettato alla preapertura della dodicesima Festa del cinema di Roma e anche al Cinema Teatro Nuovo di Martina, il film si avvale d’un cast significativo tra cui Toni Servillo, Jean Reno, Alessio Boni, Lorenzo Richelmy, Greta Scacchi. Rappresenta la conclusione d’un percorso iniziato diciotto anni fa quando Carrisi, che faceva l’avvocato, fu chiamato a Roma dal produttore cinematografico Achille Manzotti che lo lanciò nella fiction televisiva. Nel 2009 il successo de Il suggeritore, il primo thriller per Longanesi che vince il Premio Bancarella e diventa un best seller internazionale, gli apre la strada fino al grande schermo.

Un anno fa, in partnership con Colorado Film, Carrisi si mette in proprio con Gavila, società di produzione il cui primo film, insieme con Colorado e Medusa Film, è appunto La ragazza nella nebbia. L’obiettivo dichiarato è costituire una factory di scrittori italiani per realizzare produzioni di thriller in grado d’interessare il mercato internazionale. La questione centrale resta sviluppare in Italia il know how proprio per il thriller, il genere più diffuso al mondo che dalle parti nostre è stato spesso confuso con l’horror. La ragazza nella nebbia rappresenta quindi, per le ambizioni di Carrisi tanto imprenditoriali che di regista, una sorta di opera prima rispetto alla quale dimensionare l’eventuale produzione futura.

A suo tempo il romanzo, nato inizialmente come sceneggiatura, conteneva la critica dell’autore al circo mediatico sulle storie di nera nel quale egli stesso s’era trovato coinvolto per la vicenda della morte di Sarah Scazzi. Una ragazza di sedici anni scompare nella nebbia intorno al paesino di montagna dal nome inventato di Avechot. Un incidente anomalo coinvolge il celebre poliziotto Vogel, interpretato da Tony Servillo. I suoi abiti sono sporchi di sangue. Uno psichiatra dalla costante pazienza lo aiuterà a raccontare. I media alimentano il business del male.

Carrisi è stato bravo, nel tempo, a costruirsi un grande pubblico. Le critiche generalmente buone, la distribuzione in quattrocento sale, il terzo posto nel box office italiano di ieri, preannunciano un nuovo successo. Ma forse il vero successo è la possibilità di essere riuscito a fare quello che gli piace.

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