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Arbitrario l'abbattimento della chiesetta in via Taranto

di Redazione

03/11/2017 Attualità

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Arbitrario l'abbattimento della chiesetta in via Taranto

 

«Abbattuta la bella e originale chiesetta dalla torre. Un cumulo di macerie invece della messa in sicurezza e restauro. Vanno puniti i responsabili di questo scempio. Un oltraggio alla cultura e al patrimonio storico artistico di Martina. La Soprintendenza dov’era?». Così lo studioso del territorio Silvio Laddomada.

«Riflettiamo su quanto accaduto, ma soprattutto riflettiamo su quanta memoria storica stiamo perdendo. Questa chiesetta insieme a tanti altri esempi di manufatti crollati erano parte integrante del paesaggio e della nostra eredità culturale. Senza entrare in merito sull'importanza o sulla bellezza dell'edificio in sé, sta di fatto che doveva essere tutelata, altrimenti l'incuria del degrado porterà inevitabilmente a perdere altri manufatti presenti nel nostro territorio. Preservare il passato ci serve per progettare il futuro e la soluzione non è certamente questa». Così Paolo Bruni, già vice presidente dell’Ordine provinciale degli architetti.

«Abbattuta anche questa chiesetta novecentesca in stile neo gotico! Non è il primo caso e non sarà l'ultimo! Anche le antiche chiese di san Pietro Martire (poi san Domenico), della Madonna del Carmine e di san Martino furono abbattute per cedere il posto alle imponenti chiese barocche che oggi possiamo ammirare. Ma temo che nessuna chiesa sarà costruita in sostituzione di quella recentemente rasa al suolo. Lungo la via per Taranto, a pochi chilometri dalla chiesetta distrutta c'era un magnifico villino (Colucci) che possiamo vedere soltanto su un vecchio dèpliant turistico. E sulla via per Ceglie fu abbattuta, una dozzina di anni fa, un'antica cappella rurale settecentesca! A Martina si può! A nulla sono valsi quarant’anni di attività del Gruppo Umanesimo della Pietra. Nessun ascolto hanno avuto gli appelli che ho lanciato, negli ultimi anni, per l'avvio di una politica che miri al risanamento di alcune emergenze architettoniche e per la tutela del nostro patrimonio artistico e ambientale». Così Piero Marinò, storico dell’arte.

In serata il Comune ha fatto conoscere la sua posizione rispetto alla vicenda. Una nota dalla segreteria del sindaco evidenzia: « In relazione alla questione relativa alla demolizione della chiesetta privata, presumibilmente degli anni Venti, prospiciente via Taranto (S.S. 172 km 54,100) angolo strada Foggevo, è doveroso fare alcune precisazioni. Lo scorso agosto la Polizia locale ha redatto, a seguito di sopralluogo, una relazione in cui emergevano le condizioni di precarietà dell’immobile con pericolo concreto di un cedimento strutturale della parte superiore. Con apposita ordinanza (n.10 del 29 settembre 2017), il sindaco, Franco Ancona, ha intimato i proprietari a mettere in sicurezza la chiesetta diroccata, al fine di garantire la pubblica incolumità e la sicurezza urbana, e a provvedere al suo recupero».

Infine: «Il bene è situato in un’area paesaggisticamente vincolata per cui l’eventuale demolizione è del tutto arbitraria e andava comunque autorizzata da parte degli uffici competenti. Per questo, saranno adottati dagli organi preposti i provvedimenti consequenziali». 

 

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