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La scomparsa di Alessandro Leogrande

di Redazione

27/11/2017 Oltre città

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La scomparsa di Alessandro Leogrande

 

Alessandro Leogrande è morto ieri a Roma, come conseguenza d'un malore, all’età di quarant’anni. Lo scrittore tarantino, editorialista del Corriere del Mezzogiorno, così è stato ricordato dal giornale diretto da Enzo D’Errico nell’articolo a firma di Michele Pennetti. 

È morto Alessandro Leogrande. Lo scrittore e giornalista tarantino, noto per le sue battaglie a favore dell’integrazione degli immigrati e per la difesa dei più deboli, autore di libri e trasmissione radiofoniche nonché editorialista del Corriere del Mezzogiorno, si è spento ieri sera a Roma all’età di 40 anni stroncato probabilmente da un infarto. A trovare il corpo in fin di vita di Alessandro è stata la sua compagna, all’ora di pranzo, appena rientrata a casa. Inutili si sono rivelati i soccorsi e l’immediato ricovero in ospedale. Leogrande ha lottato per ore tra la vita e la morte, ma non ce l’ha fatta. Attorno alle 23 i medici non hanno potuto far altro che constatare il suo decesso. 

Il messaggio su Facebook del padre Stefano

A dare la notizia è stato suo padre Stefano con un lungo e commovente messaggio su Facebook. Ecco il testo integrale: «Carissimi tutti, associati, amici, tutti noi, della famiglia Leogrande, vogliamo annunciarvi il prematuro ed improvviso ritorno alla Casa del Padre del nostro carissimo Alessandro. Dio ce l’ha, provvisoriamente ed immeritatamente, donato ed ora se l’è ripreso per conservarcelo, per il giorno, al nostro reincontro, nel Regno dei Cieli. Alessandro è stato un uomo di grande fede nel Cristo e nell’ uomo. Tutto questo l’ha portato, già da giovanissimo, nello scoutismo e successivamente nei campi di volontariato della Caritas Diocesana di Taranto in Albania e, come giornalista e scrittore, si è impegnato in difesa degli ultimi e dei ferocemente sfruttati nei più diversi contesti : nell’ambito del caporalato, degli immigrati, dei desaparecidos in Argentina, ed ovunque ci sia stato un sopruso. A Voi tutti, chiediamo una preghiera, perché la nostra Luminosa ed Alba Maria c’illuminino e ci diano la forza di superare il dolore e lo sgomento umano e che possa sempre l’O.S.A. essere apportatrice di Luce ovunque. Consentitemi, per favore, le lungaggini, che può fare un padre, che non riesce a lenire il proprio dolore. Alessandro, per me, era bellissimo. Alessandro era la Gioia, Che entrando in casa , ci coinvolgeva e travolgeva,roboante e trascinante;ma era anche il lavoro fatto bene, analitico e profondo; tutto alla ricerca della verità; ed era anche la denuncia; fatta con lo stile dell’annuncio, che, nonostante tutto, un mondo migliore, è ancora possibile. Ho sempre percepito, orgogliosamte, che la Sua essenza fosse molto, ma molto migliore della mia. Oggi questo padre si sente orfano. Sento pesantemente scendere le ombre nella mia vita. Spero tanto nella Luminosa. Stefano Leogrande».

Continua sul Corriere del Mezzogiorno.

 

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