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Jabbar Yassin Hussin poeta dell'esilio

di Redazione

10/04/2018 Agenda

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Jabbar Yassin Hussin poeta dell'esilio

 

Il 13 aprile alle 18,00 nella Sala degli Uccelli del Palazzo Ducale, nell’ambito della XXIII edizione de I Seminari di Marzo, ci sarà l’incontro con lo scrittore e poeta iracheno Jabbar Yassin Hussin. Il tema è: L’esilio, la terra e il ritorno.

Si parlerà dei bambini che muoiono in Siria e della gente costretta a lasciare il proprio Paese. Insieme a Hussin, il poeta e scrittore Giuseppe Goffredo, coordinatore del Laboratorio Poiesis che organizza i Seminari. Agnese Trani tradurrà dal francese, seconda lingua di Hussin che da molti anni vive a Parigi. Interverrà Antonio Scialpi, assessore alle Attività culturali.

La sensibilità di Jabbar Yassin Hussin sul tema della serata è riassunto in uno scritto emblematico del suo pensiero e riportato nell’invito. Eccone il testo integrale.

«Gli stranieri muoiono su una panchina, in un giardino, o in un appartamento dove c’è soltanto una sedia per sedersi. Un tavolo e dei libri. E a volte, al centro del muro, una vecchia foto di famiglia.

Capita che lo straniero muoia nella sala d’attesa di un aeroporto di un Paese lontano. Alcuni sono morti in aereo mentre tornavano dal loro Paese dopo una lunga separazione.

Gli stranieri sono esseri di uno spazio d’essenza. Nessun pianeta li ospita. Neppure le case di argilla o di pietra, ma lo spazio senza limiti. L’aria non è ricordo. Il nutrimento lì è cattivo.

Il gusto dello straniero lì non esiste. Soltanto nella sua immaginazione. E la sera il vino è l’elisir dell’oblio quando arriva l’autunno e le foglie degli alberi cadono in un sacro silenzio, ritmo di un’anima che ha lasciato con calma la sua spoglia. Come una nave che salpa dal porto al tramonto, accompagnata dai gabbiani, in lontananza. Allora le lacrime dello straniero scendono silenziosamente, per una ragione che ignora».    

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