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Direttore Pietro Andrea Annicelli

Visione Comune: i cittadini che fanno politica

di Redazione

22/04/2018 Politica

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Visione Comune: i cittadini che fanno politica

 

Claudio Cavaliere, un passato nei Democratici di Sinistra con segretaria Maria Miali, è il coordinatore di Visione Comune, il movimento costituito come lista civica alle ultime comunali che, mantenendo il caratteristico logo giallo a palla da tennis, il mese scorso si è dato una più organizzata fisionomia.

Martina Visione Comune è nata nei tempi strettissimi prima della campagna elettorale, risentendo inevitabilmente della fretta. La riorganizzazione è avvenuta con quali scopi?

«Il gruppo che ha fatto nascere Martina Visione Comune ha iniziato a incontrarsi un paio di mesi dopo la caduta della Amministrazione Ancona, quindi nell’agosto 2016, con l’intento di creare continuità con l’esperienza di governo cittadino che, forzatamente quanto irresponsabilmente, qualcuno aveva voluto far cessare anzitempo. Il gruppo, che s’incontrava in maniera assolutamente informale ma, allo stesso tempo, puntuale, assidua e produttiva, si è dato un nome solo dopo aver dibattuto al suo interno e aver organizzato una serie di eventi che avrebbero condotto, di fatto, alla elaborazione di buona parte degli attuali indirizzi di governo dell’Amministrazione comunale. Tutti abbiamo ritenuto che l’esperienza insieme dovesse tradursi in una lista civica. Il buon successo elettorale, con la presenza in Consiglio e nell’Amministrazione di tre nostri consiglieri e due assessori, non ha esaurito la spinta emotiva ma ha dato nuovo impulso. Fino a condurci alla costituzione ufficiale di Visione Comune. L’aver eliso dalla denominazione il riferimento a Martina non vuole minimamente far perdere la caratteristica fortemente concentrata in termini localistici del nostro operare. Intende invece trasmettere con forza il senso di un’attività culturale e politica che attinge dai grandi temi per farli diventare azione locale. Insomma, citando Zygmunt Bauman: “Pensare globale ed agire locale”».

Con quale obiettivo?

«Non cessare di essere cittadini attivi per il solo fatto di essere diventati forza politica di governo. Da ciò derivano, in maniera molto naturale, gli scopi e gli obiettivi che ci caratterizzano e che, al tempo stesso, ci alimentano. Vivere quotidianamente in maniera critica la nostra città ci rende ipersensibili nei confronti delle sue potenzialità, delle sue bellezze, dei suoi valori. Ma non per questo c’impedisce di vederne le sue problematiche, le sue difficoltà, le sue incoerenze. L’attenzione che deriva da questo atteggiamento ci spinge ad aver cura di Martina Franca e a tradurre il nostro impegno civile, sociale e culturale in azione politica».

Fino a che punto siete la forza politica di fiducia del sindaco Franco Ancona rispetto alla vostra possibilità di autonomia e di proiezione politica nel futuro?

«La spersonalizzazione con cui vogliamo vivere la nostra esperienza politica mi porta a esprimere un concetto che potrà anche sembrare forte. Ovvero: noi non siamo la forza politica di fiducia del sindaco Franco Ancona, ma di fiducia delle idee che Franco Ancona esprime e che ha raccolto attorno a sé. Quando il progetto politico si determina intorno alle idee e non alle persone permette alle prime di essere prevalenti sulle seconde. Tanto che le persone risultano essere un semplice mezzo affinché le idee trovino attuazione. Raccogliersi intorno a un modo di vedere il mondo può anche sembrare romantico o utopistico, ma consente di dare senso ai progetti e continuità alle azioni. La nostra autonomia vuole essere un’autonomia di pensiero. E questo ci rende forti e teneri allo stesso tempo».

In tempi in cui l’ambiguità politica regna sovrana, è corretto dire che siete una forza di sinistra?

«Probabilmente se andassimo a leggere le singole storie, sensibilità ed esperienze presenti nel nostro movimento, troveremmo posizioni variegate. Tutte però sono unite da sentimenti di giustizia sociale, solidarietà, legalità e lotta alle disuguaglianze. Tutti noi, nel momento in cui si è trattato di prendere posizione tra le proposte alternative che si sono fronteggiate alle ultime elezioni comunali, non abbiamo avuto alcun dubbio dove collocarci. Se i valori che ho espresso prima, e la proposta politica dell’attuale Amministrazione, si collocano nell’ambito del Centro Sinistra, beh, la risposta credo sia solo una».

Come valutate i primi nove mesi della seconda Amministrazione Ancona?

«In continuità con la prima ma più coesa, più determinata, più consapevole dei risultati che si vogliono far raggiungere alla nostra città. Le difficoltà vissute inizialmente, derivanti sia da un anno d’immobilismo amministrativo dovuto alla gestione commissariale, sia al clima d’incertezza determinato dal ricorso del candidato sindaco Pino Pulito, hanno certamente posto dei freni all’azione amministrativa. I cittadini, anche noi di Visione Comune, l’hanno avvertito con estrema chiarezza. I programmi lungimiranti della nostra Amministrazione devono proseguire con forza. Ma nondimeno va posta attenzione agli interventi ordinari che, per primi, hanno una ricaduta sulla vivibilità quotidiana. Per poter perseguire i grandi progetti e per poterli condividere con i cittadini in una relazione di partecipazione, occorre che tutti siamo messi nelle condizioni di vivere più serenamente il nostro luogo. Perché questo accada, occorre che vi sia sì progettazione, ma anche semplice manutenzione, educazione, rispetto delle regole e controllo. Per concludere e per racchiudere in un unico concetto il senso del nostro impegno, vorrei dire che la capacità d’immaginare una città veramente bella e a misura di persona, oltre alla determinazione di realizzarla, non possono che passare da una forte connessione sentimentale reciproca tra chi amministra e chi è amministrato. Quindi da tutti i cittadini, sia pur con responsabilità diverse ma non meno importanti».  

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