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Perrini: «Ilva? Interessatevi dei parchi minerari»

di Redazione

22/05/2018 Politica

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Perrini: «Ilva? Interessatevi dei parchi minerari»

 

Renato Perrini, consigliere regionale del movimento Noi con l’Italia, è stato operaio nell’Ilva ed è oggi un imprenditore. Può quindi esprimersi sulle vicende del siderurgico ionico da una doppia prospettiva che probabilmente gli consente una migliore visuale delle problematiche. 

Come valuta la situazione attuale considerato il processo di acquisizione dello stabilimento e le nuove ipotesi di “chiusura programmata”, com’è stata definita dal Movimento 5 Stelle?

«Premetto che sono per il lavoro, la bonifica dall’inquinamento e il cercare di mettere a norma lo stabilimento che è vecchio. Sono assolutamente contrario alla chiusura. Ed eventuali critiche dovrebbero piuttosto riguardare i ritardi accumulati in questi anni per la riconversione e il miglioramento delle condizioni ambientali. Detto questo, ciò che sento mi sembra una barzelletta. Si parla di chiusura programmata e mi viene di pensare che il M5s ha fatto progressi: prima volevano la chiusura e basta. Ma che cosa significa veramente chiusura programmata? Io non lo capisco. E che cosa direbbero ad Arcelor Mittal che sta concludendo la procedura europea di acquisto dell’Ilva? Compra che poi la chiudiamo? Non sono discorsi seri. Piuttosto, si metta Arcelor Mittal di fronte ai suoi impegni per Taranto. Questo deve fare la politica». 

Insomma, a rimetterci delle divisioni sono sempre i tarantini e comunque chi vive nel territorio.   

«Certamente. Più la politica, il territorio, la città sono divisi, più gli imprenditori che vengono da fuori fanno i fatti loro. È questo concetto che cerco di comunicare ai miei colleghi politici e imprenditori. Se il territorio è unito, Arcelor Mittal dovrà fare i conti con i suoi impegni». 

Quali sono le criticità che individua rispetto all’ipotesi di chiudere l’Ilva?

«A Taranto e in provincia, non solo nell’Ilva ma anche nell’indotto, ci sono almeno quindicimila dipendenti: se lo stabilimento chiude, dove andranno a lavorare? Qualcuno ha detto: impieghiamoli nella bonifica dell’area. Premesso che si tratta di operai specializzati e che le attività di bonifica non sono esattamente la stessa cosa che fare l'acciaio, chi garantirà i fondi necessari? Lo Stato? Lo Stato non ce li ha: i conti pubblici sono sotto gli occhi di tutti. E allora? Invece che dire stupidaggini, si dovrebbe parlare del fatto che nell’Ilva lavorano aziende che non ricevono da mesi i pagamenti dovuti, con crediti accumulati che arrivano anche a sei, sette milioni ciascuna. Dopo un primo bidone di centottanta milioni, adesso c’è il rischio che ne perdano complessivamente altri centoventi. Perciò alcune aziende non lavorano tranquille e non investono in sicurezza come dovrebbero. Vorrei poi sapere cosa farebbero i Cinque Stelle per la copertura dei parchi minerari». 

Ecco: entriamo nel merito della questione.

«Invece che parlare di chiusura programmata dell’Ilva, inviterei i nuovi parlamentari a interessarsi dello stato dei lavori per la copertura dei parchi minerari. È fondamentale per contrastare il problema delle polveri sottili, contro il quale ci siamo a lungo battuti sia io che il deputato Gianfranco Chiarelli. A gennaio sono stati appaltati i lavori. A febbraio ho effettuato un sopralluogo in occasione dell’inaugurazione del cantiere per verificare che non ci fossero ritardi. I lavori, che non sono affatto semplici, sono eseguiti da un’azienda specializzata. In un anno, un anno e mezzo, la copertura dovrebbe essere effettuata. Se si fa, Taranto già comincia a cambiare». 

Ci sono altre emergenze?

«Si, ma dovrei dilungarmi. Di una posso invece parlare in breve. Ci sono due gallerie sotterranee che collegano lo stabilimento siderurgico al Mar Piccolo. Il loro percorso si sviluppa anche sotto scuole, strade, la ferrovia. In alcuni punti sono lesionate e ci sono già stati dei crolli. Ho sollecitato il sindaco di Taranto e il prefetto a intervenire subito perché possono risultare pericolose. Sono un aspetto della condizione dell’Ilva, uno stabilimento lasciato a se stesso per troppi anni: vorrei sapere dov’erano i Cinque Stelle. In definitiva, uno degli aspetti del problema Taranto è che, nella classe politica, alcuni lavorano per risolvere i problemi, altri parlano di cose che non conoscono».

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