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Direttore Pietro Andrea Annicelli

Tiziana Schiavone e i diversamente abili

di Redazione

16/06/2018 Sociale

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Tiziana Schiavone e i diversamente abili

 

Annunziata Schiavone, per tutti Tiziana, insegnante di educazione fisica formata sulla disabilità, è l’assessore alle Politiche sociali, ai Servizi alla persona e allo Sport. Si è parlato molto di lei per il colpevole fraintendimento d’un suo gesto, nella Basilica di San Martino durante una cerimonia nell’ambito della Festa dello Sport, a cui è stato attribuito un senso politico da chi ha fomentato una polemica tanto meschina quanto inutile ed evitabile. È invece il suo lavoro innovativo sulla socializzazione delle disabilità che merita tutta quell’attenzione. Cominciamo a parlarne. 

L’Amministrazione comunale ha considerato la Festa dello Sport, la scorsa settimana, un momento centrale per la diffusione e la messa in pratica del concetto d’integrazione delle disabilità rispetto alle pratiche sportive. Che cosa è stato fatto?

«In un incontro con Stefano Coletta, che deteneva la delega allo sport quando ancora faceva parte dell’Amministrazione, abbiamo ideato un marchio di qualità per quelle associazioni che permettevano l’accesso dei diversamente abili alle pratiche sportive. Lo slogan è stato: accesso libero … sport senza barriere. A Martina l’Arci e altre associazioni hanno lavorato a questa idea. L’Amministrazione comunale ha deciso di organizzare su questo tema un convegno e una mattina d’informazione. L’8 mattina, quando è iniziata la Festa dello Sport, abbiamo dato la possibilità ai dirigenti delle società sportive e agli educatori di prendere visione del progetto che la neuropsichiatria porta avanti a Modena. Si tratta d’una serie di  buone pratiche attuate in collaborazione tra le strutture sanitarie, le scuole, le associazioni che si occupano della disabilità. Questo progetto consente di avere una nuova visione dell’integrazione dei bambini e dei ragazzi soprattutto autistici. Una delle possibilità, ad esempio, è integrarli attraverso l’elemento acqua. Durante la Giornata dello Sport, un convegno formativo, organizzato in collaborazione con la Uisp Valle d’Itria e il Cemea Taranto, ha approfondito le possibilità di valorizzare la pratica sportiva in ogni sua forma rendendola accessibile a tutti, quindi anche a persone diversamente abili. E per la prima volta le società sportive che hanno dichiarato l’accesso libero alle loro attività per i diversamente abili hanno avuto la possibilità di esporre il marchio che indicava l’accesso a tutti delle pratiche sportive. Un convincimento profondo dell’Amministrazione comunale è infatti la pratica sportiva debba essere aperta e rivolta a tutti: nessuno escluso». 

Qual è la situazione in proposito a Martina?

«Ho sempre lavorato con le persone diversamente abili fin dagli anni Ottanta, quando ho iniziato con una bambina di cinque anni. Lei non riusciva disegnare un rettangolo. Ho chiesto all’insegnante di farle disegnare una piscina e lei c’è riuscita. Nel corso della mia esperienza con i diversamente abili ho verificato molte volte che lo sport è formativo e inclusivo non solo grazie agli apprendimenti motori, ma anche attraverso quelli psicofisici. Come assessore dal 7 luglio dello scorso anno, data dell’insediamento dell’Amministrazione comunale, mi sono sempre preoccupata delle disabilità. A Martina ci sono delle associazioni che se ne occupano ma sono troppo specialistiche, nel senso che trattano una disabilità in particolare e non tutte le disabilità. Noi siamo per l’inserimento totale dei diversamente abili. Il mio obiettivo è perciò mettere insieme le forze per migliorare le situazioni. Nonostante le associazioni spesso non amino lavorare insieme, sto cercando di coordinare una politica che le coinvolga ponendo il Comune al di sopra delle parti». 

Da quest’anno avete aperto ai diversamente abili i campi solari estivi, venuti meno nell’anno di commissariamento del Comune e che iniziano dal 1 luglio.

«Si. I campi estivi sono rivolti ai bambini e ai ragazzi dai sei ai quindici anni, durano quattro settimane dal lunedì al venerdì per almeno quattro ore al giorno. Non si tratta della semplice organizzazione di attività ludico ricreative, ma d’un vero e proprio supporto educativo messo in atto nella stagione in cui si sente più soli. Quest’anno una particolare attenzione è stata dedicata alle persone diversamente abili, anche gravi, alle quali sarà finalmente garantito l’accesso alle spiagge. L’obiettivo è sostenere percorsi educativi, di gioco e di socializzazione per contrastare anche eventuali situazioni di marginalità ed esclusione. Un terzo dei posti disponibili, cioè venti su sessanta, è dedicato ai diversamente abili. Ed è la prima volta che si fa. Quelli con disabilità gravi saranno assistiti da personale specializzato». 

Qual è stata, in sintesi, l’attività per i diversamente abili dell’assessorato in questo primo anno di attività?  

«Intanto c’è stato un consiglio comunale nel quale abbiamo aderito alla richiesta dell’Aida al Parlamento di riconoscere la figura dei care giver, cioè delle persone che si occupano della cura dei diversamente abili gravi. Poi, oltre alla politica per i disabili prevista nella Festa dello Sport, abbiamo un centro diurno per disabili e altre realtà presenti sul territorio, gli Amici di Handi, gestito dalla Cooperativa San Giuseppe. In settimana ha organizzato, insieme alla Cooperativa Allende, uno spettacolo teatrale nell’atrio della Chiesa di San Domenico. Lì i ragazzi praticano sia attività teatrale che motoria, yoga, laboratori sulla natura. Poi c’è la struttura dedicata al Dopo di noi. Stiamo superando le ultime procedure burocratiche e a breve la cooperativa che l’ha presa in gestione procederà ad inaugurarla, garantendo l’assistenza agli ospiti per tutta la giornata e una serie di attività la mattina e il pomeriggio. Nel programma per la rigenerazione urbana è previsto l’abbattimento del maggior numero possibile di barriere architettoniche. Stiamo anche lavorando per rivedere la presentazione dei piani di zona perché stiamo cercando di reperire i fondi necessari all’incremento, da 45 a 79, dei minori che necessitano a scuola di assistenza specialistica da parte degli educatori che sostituiscono l’insegnante di sostegno». 

Quali sono gli obiettivi programmatici?

«Continuare a sostenere le attività che permetton o l’integrazione dei diversamente abili, lavorare ancora di più affinché le associazioni collaborino per ottenere insieme migliori risultati: mi sembrano gli obiettivi sostanziali e ragionevoli perché dipendono da noi. La questione delle barriere architettoniche è progettualità. Finché la Regione non ci farà sapere se i nostri progetti hanno vinto i bandi per ottenere i fondi, e quindi potranno essere realizzati, si tratta di progettualità».

 

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