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Il ĞMajoranağ primo istituto tecnico in Puglia

di Redazione

09/02/2018 Società

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 Il ĞMajoranağ primo istituto tecnico in Puglia

 

L’Istituto d’istruzione secondaria superiore Majorana, secondo una nuova lettura dei dati Eduscopio della Fondazione Agnelli, è il primo istituto tecnico tecnologico in Puglia per indice d’occupazione negli indirizzi Informatica e Telecomunicazioni, Elettronica ed Elettrotecnica. Ne consegue che il Majorana è anche la scuola in provincia di Taranto che meglio forma al mondo del lavoro.

Per arrivare a questo dato, gli studenti della III C a indirizzo Informatica e Telecomunicazioni, coordinati dal docente Angelo Oliva, hanno messo in discussione e rielaborato i dati forniti dallo stesso Eduscopio lo scorso novembre. Il progetto, curato dalla Fondazione Agnelli, valuta gli esiti successivi della formazione secondaria, cioè i risultati universitari e lavorativi dei diplomati, per trarne delle indicazioni di qualità sull’offerta formativa delle scuole da cui provengono. Ciò avvalendosi dei dati amministrativi relativi alle carriere universitarie e lavorative dei singoli diplomati forniti dai Ministeri competenti. La piattaforma può risultare molto utile allo studente che fa ricerche su un indirizzo scolastico già scelto. Utilizza un criterio di selezione e confronto degli istituti dello stesso indirizzo fondato sulla territorialità.

«Ci siamo accorti che la piattaforma proposta induce a diverse interpretazioni che si sono tradotte, probabilmente in buona fede, in affermazioni incomplete o inesatte sulla validità degli istituti» dichiara il professor Oliva. «Ovviamente portiamo ad esempio il nostro Istituto. Pur essendo primo in assoluto nella provincia di Taranto, se si cerca la scuola che meglio forma nel mondo del lavoro per quanto riguarda l’indirizzo tecnico per il settore tecnologico, scompare negli articoli di stampa».

Gli studenti della III C hanno allora contattato la Fondazione Agnelli via Facebook Messenger. «Abbiamo spiegato che il tentativo di trasparenza e chiarezza che si voleva perseguire non stava ottenendo, a nostro parere, i risultati previsti» racconta Oliva. «Inoltre abbiamo chiesto se potessero pubblicare le tabelle complete con i dati aggregati a livello regionale e, o, provinciale. La risposta è stata che non esistono tabelle a livello provinciale o regionale perché l'ottica del portale Eduscopio è fornire un supporto alle famiglie mostrando le scuole nei dintorni rispetto a dove si vive, non classifiche a livello territoriale. Ciò perché istituti in una stessa provincia o regione, ma molto distanti, non sarebbero alternative rilevanti per la scelta al termine della scuola secondaria di primo grado».

Gli allievi del professor Oliva, d’accordo con il docente, decidono allora «di svolgere quello che oggi viene chiamato spesso un compito autentico o di realtà, che consiste nell’estrarre e riorganizzare i dati in modo da avere una visione completa della situazione». Gli studenti sono stati organizzati in gruppi ai quali sono state assegnate le aree geografiche della Puglia. Quindi sono stati estratti i dati da Eduscopio realizzando una tabella su un foglio elettronico on-line in modalità condivisione. Sono stati controllati tutti i comuni della regione utilizzando l’elenco estratto dal sito di statistiche demografiche dell’Istat.  

«Sono emersi degli elementi che, a un primo approccio, non sono evidenti nell’utilizzo della piattaforma Eduscopio» rileva Oliva. In particolare, gli studenti non hanno ritenuto congruo valutare con gli stessi criteri istituti secondari superiori che prevedono la possibilità di fermarsi dopo il percorso scolastico, come gli istituti tecnici, e istituti che per loro natura prevedono il passaggio all’università. Il docente osserva: «Sappiamo che molti studenti che non trovano alternative decidono di iscriversi all’università nell’attesa di qualche opportunità e spesso, quando arriva, abbandonano gli studi. Quanto influisce questa situazione nella classifica di questi istituti?».

Nell’elaborazione degli studenti del Majorana sono stati inseriti dei dati: mondo del lavoro, scuole di indirizzo tecnico settore tecnologico in un raggio di trenta chilometri da Taranto. I risultati sono stati ordinati secondo la coerenza tra gli studi effettuati e il lavoro trovato. Il risultato è una lista di quattordici scuole in cui primeggia il Jack London, una scuola paritaria con indirizzo aeronautico, organizzata anche per il recupero degli anni scolastici. Secondo la scheda di Eduscopio, essa ha un numero medio di dieci diplomati per anno e un tasso di coerenza tra gli studi e  il lavoro pari al 33%, cioè con tre persone, quattro ogni tre anni, che lavorano a due anni dall’aver conseguito il diploma con una qualifica professionale in linea con il titolo di studio conseguito. Al secondo posto c’è l’Istituto Righi di Taranto con un numero medio annuo di centonove diplomati e un tasso di coerenza tra gli studi e il lavoro pari al 26%, cioè ventotto persone lavorano a due anni dal diploma con una qualifica professionale in linea con il titolo di studio conseguito. «Abbiamo ritenuto che qualcosa non andava» spiega il professor Oliva. «Sarebbe stato come dire: se scommettiamo una volta su testa o croce e indoviniamo, siamo mediamente precisi al 100% dei tentativi».

L’Istituto Majorana non compare nella ricerca di Eduscopio perché ha un tasso di coerenza tra gli studi e il lavoro pari al 17%. «Ma se prendiamo l’altro indice, quello dell’occupazione dei diplomati, che non considera se la qualifica professionale è perfettamente in linea con il titolo di studio conseguito, il nostro Istituto svetta primo in classifica con un 47,34% e un numero medio annuo di 78 diplomati» evidenzia Oliva. «Ci chiediamo: può un Istituto essere primo rispetto a un indice e non comparire rispetto a un altro? In un mondo del lavoro in cui si predica la flessibilità, e considerando che le competenze informatiche sono richieste in qualsiasi settore, ha senso vincolare alla coerenza tra gli studi e il lavoro? Un laureato in Informatica che svolge l’attività di docente nella scuola superiore è considerato svolgere un lavoro attinente agli studi o no?».

C’è un altro aspetto. «Occorre valutare l’aspetto emozionale di queste classifiche. Non si tratta dei tempi cronometrati d’una gara, ma d’una prestazione di studenti che, per esempio, si iscrivono in diverse università sul territorio nazionale. I criteri di valutazione non sono quindi standardizzati all’interno di scuole e università. Si può avere la sensazione che una scuola non sia efficiente perché non occupa una delle prime posizioni senza considerare che, a volte, bastano pochi decimi per scalare la classifica» chiarisce Oliva.

La conclusione: «Nello svolgere questo lavoro sono sorti tanti interrogativi. Ma comunque ci consoliamo anche noi con una soddisfazione. Nella ricerca sui dati mondo del lavoro, scuole di indirizzo tecnico settore tecnologico, indice di occupazione dei diplomati, aggregando quelli della Puglia il nostro Istituto risulta terzo assoluto, superato solo da due istituti tecnici agrari. Quindi, non esattamente in concorrenza con noi».

 

 

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