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Donato Pentassuglia: ĢIl Pd a Martina ha tenutoģ

di Redazione

05/03/2018 Politica

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Donato Pentassuglia: ĢIl Pd a Martina ha tenutoģ

 

Donato Pentassuglia tornerà in Consiglio regionale il 9 marzo, quando è fissata la prossima convocazione dell’assise. Dal 2005, data della discesa in campo come candidato consigliere per la Primavera Pugliese, è la prima volta che perde personalmente un’elezione. L’aveva però affrontata controvoglia, per disciplina di partito, nelle peggiori condizioni: con un accordo tra Matteo Renzi e Michele Emiliano che lo aveva tagliato fuori dalla possibilità d’essere ripescato nel plurinominale, con la corrente del presidente della Regione che gli ha verosimilmente remato contro in quanto renziano, infine, soprattutto, con lo tsunami a cinque stelle che ha travolto i democratici in tutta la Puglia e in tutta Italia.

Quale bilancio trai da queste elezioni, a parte l’ovvia delusione?

«La delusione c’è fino a un certo punto. La protesta si sentiva nell’aria già da tempo e non è stato difficile accorgermi che questa campagna elettorale sarebbe stata diversa dalle altre. Ciò non significa che non provi un certo imbarazzo nel dover valutare un voto di queste proporzioni che è stato l’effetto quasi soltanto della protesta, considerando la scarsità dei temi programmatici affrontati, la maniera in cui sono stati posti e soprattutto la terminologia usata in molte occasioni. Sono rammaricato che troppi non si siano accorti del lavoro fatto in questi anni non soltanto da me come consigliere regionale, ma a livello di Governo nazionale per fare uscire il Paese dall’angolo e renderlo rispettato in Europa. Mi sembra che dal voto non sia venuta fuori alcuna maggioranza: vedremo come finirà. Detto questo, ho, come sempre, grande rispetto per il voto dei cittadini. E ritengo che i vertici nazionali del Partito Democratico, oltre a quelli regionali, debbano riflettere sull’accaduto e praticare una nuova maniera di affrontare il merito delle questioni senza giocare a scarica barile. Le responsabilità sono collettive e vanno assunte fino in fondo».    

C’è la possibilità, se l’Amministrazione regionale non subirà contraccolpi in seguito al voto e alla situazione interna al Pd, che tu possa fare l’assessore in tempi brevi?

«Non è in agenda. Sicuramente va rilanciata l’azione politica e amministrativa della Regione. Dovremo cercare di capire perché la gente non abbia recepito fino in fondo il lavoro che abbiamo svolto, premiando invece in maniera massiccia un movimento che sviluppa una dialettica principalmente in termini di attacco politico, senza elaborare proposte che abbiano una copertura finanziaria e una fattibilità in tempi brevi. Occorrerà però, anche, che in Puglia qualcuno riveda la democrazia interna al Pd, che evidentemente non è stata abbastanza considerata, preferendo invece ridicolizzare i vertici nazionali del partito».

L’Amministrazione Ancona è a rischio?

«Non penso proprio. Anche perché il Pd a Martina ha mantenuto il suo riscontro elettorale, con in più quasi duemilacinquecento voti alla mia persona. Poi c’è sempre chi si è impegnato di più, chi di meno. Ma rientra nella fisiologia delle politiche, dove non sono direttamente in gioco centinaia di candidati al Consiglio comunale che mobilitano massicciamente l’elettorato. Davvero non ho alcun appunto da fare al Pd di Martina. Spero solo che ognuno faccia tesoro della velocità con cui le persone cambiano idea. Serve alla consapevolezza che un percorso di cambiamento non si ottiene né in cento giorni, né in un anno di amministrazione. E poi, non dobbiamo dimenticarci mai di stare tra la gente e con la gente. Altrimenti le persone rischiano di confondere la pseudo voglia di cambiare con logiche che finiscono per portarci sull’orlo d’un precipizio. In ogni caso, la gente ha il dovere di scegliere. Semplicemente, se ripenso al voto di ieri, mi auguro che domani non si lamentino».

Ritieni d’essere stato boicottato dalla corrente di Emiliano in quanto renziano?

«Questa analisi non l’ho fatta. Di certo Emiliano, fin dall’inizio della legislatura alla Regione, non ha dato valore alle preferenze che avevo ottenuto (Pentassuglia si riferisce alla mancata riconferma ad assessore regionale nonostante fosse stato il più suffragato nella provincia ionica, nda). Avendo partecipato a costruire il Pd, ritengo d’essere una persona credibile e di meritare ogni considerazione. Probabilmente un riverbero sul mio dato elettorale della sua contrapposizione a Renzi può esserci stato, ma il punto importante è un altro: la guerra fra parti del Pd ha portato guerra al Pd, offuscando le cose importanti che sono state fatte per governare il Paese e la Puglia. In ogni caso sono contento che Martina abbia apprezzato la mia coerenza, i valori importanti che cerco di affermare nel mio lavoro, la serietà con cui cerco di svolgere la mia azione politica».

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