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Annalisa Scialpi e il potere della parola

di Redazione

19/03/2018 I libri

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Annalisa Scialpi e il potere della parola

 

Annalisa Scialpi ha vinto il primo premio al concorso Peppe Renzi indetto dall’Accademia Gioacchino Belli di Roma. La sua lirica È lì che Cristo ritorna ogni sera ha ottenuto il primo posto nella poesia in lingua italiana. «Quando la poesia diventa non solo pane ma oggetto di studio, ci si sente davvero onorati a essere valutati positivamente. Oserei dire: innalzati». E prosegue: «Fare poesia non è un hobby. È una consacrazione. E quando la poesia dimostra che la bellezza può trionfare, che non siamo ancora ridotti a meri ingranaggi del grande meccanismo annichilente chiamato civiltà, vince il mondo intero».

Da qualche tempo la scrittrice e poetessa martinese sta ricevendo attenzione anche nazionale per i suoi lavori. Lo scorso anno, presso il Ministero dello Sviluppo economico, le è stato conferito il premio nazionale di letteratura della Laura Capone Editore per la poesia religiosa. Il titolo della silloge era Mysterium Christi. «Non è un'opera finita, ma un percorso. Nato inizialmente per essere un diario intimo, in questo lavoro ho recuperato reperti di un'interiorità alla ricerca della sorgente vera della spiritualità, di cui oggi si avverte disperatamente il bisogno». Inoltre: «È una ricerca che parte dalle origini, dalle emozioni, dagli archetipi per costruirsi in quanto itinerario tortuoso, ma sempre affascinante. La nostra fase storica credo che chieda questo: non altri dogmi, ideologie, sicurezze, proiezioni, ma una capacità vera di entrare nel profondo della propria interiorità dove giacciono, spesso sepolti, i misteri del nostro essere. Dobbiamo grattare la scorza per accogliere il grido. Questo libro è un tentativo di dargli voce e seguirlo».   

È da molti anni che Annalisa Scialpi, che ha iniziato pubblicando racconti su Cronache Martinesi, segue un suo percorso poetico e letterario. «Mysterium Christi si collega alle altre raccolte perché rappresenta una resurrezione. Schegge di luce nella notte verso una nuova consapevolezza dell'essere». A Martina Franca, la poetessa e scrittrice è impegnata anche nell’organizzazione del concorso Corpo di donna, il cui tema ultimo è stato La donna tra mito, simbolo e storia. «Ho voluto organizzarlo per portare una continuità in questo percorso di smascheramento ideologico e di riscatto del femminile restituito alla sua realtà» spiega. «Il reale di cui parlo è un'ontologia del femminile che chiede di essere espressa, rimuovendo la crosta di secoli d’incatenamenti e infibulazioni fisiche e psicologiche. Ma il premio vuole anche far emergere il femminile che è in ognuno. E che chiede di essere integrato nell'anima del mondo, affinché i gravi squilibri causati dall'ideologia economicistica vengano risolti».

Si tratta d’un percorso la cui prossima tappa è un romanzo, già scritto e in fase di ultimazione. «Il mio romanzo in revisione finale ha rappresentato, fin dall’inizio, una sfida: raccontare la vita di una donna. Di una donna di paese che vince ma che, nonostante tutto, perde qualcosa. Una donna che capisce di dover tornare indietro per fare i conti con la sua ombra. È un romanzo che conserva, per molti versi, uno stile ricco, direi quasi d'altri tempi. E d'altri tempi sembra la tematica se la si sgancia dal contesto narrativo, rappresentato dalla vita di paese». Annalisa Scialpi prosegue: «È un romanzo politico che esprime le luci e le ombre di un Sud avvolto ancora nella patina stagnante dell'intellettualismo, di cui i politici sono l'emblema insieme a una mentalità feudale e superstiziosa. È un Sud refrattario al cambiamento, che preferisce l'immobilismo come strategia di difesa da ciò che non comprende. Forse perché i cambiamenti storici hanno investito troppo in fretta un mondo che non tutti hanno potuto affrontare».

Infine: «È, comunque, soprattutto la storia di Vanna che attraverserà gli inferi della sua realtà guidata dalla potenza santificante e dannante dell'eros. Vanna ama e segue l'amore come solo una donna sa fare: mettendo in gioco la sua stessa vita. Lei ricuce se stessa e. facendolo, ridà luce alla storia di un popolo mettendogli in faccia uno specchio. Perché non esiste il bene che possiamo fare per un popolo o anche per una singola persona: esiste quello che siamo in grado di essere. E per essere occorre scendere, graffiarsi. Sporcarsi. È  quello che Vanna fa».

 

Nel video, l'incontro con le autrici Maddalena Corigliano e Annalisa Scialpi in occasione del Premio nazionale di letteratura contemporanea Laura Capone Editore, a Lizzano il 20 aprile 2017. 

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