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Direttore Pietro Andrea Annicelli

Consegna dei Ceri: il discorso del sindaco

di Redazione

08/07/2018 Società

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Consegna dei Ceri: il discorso del sindaco

 

Ecco il testo integrale del discorso pronunciato ieri dal sindaco Franco Ancona nella Basilica di San Martino in occasione della cerimonia di consegna dei sacri ceri per la festa patronale dei santi Comasia e Martino.

È bello ritrovarsi, dopo un anno di lavoro, al tradizionale incontro della città con il suo vescovo nel momento della festa in cui si rinnova la secolare devozione dei Martinesi al suo Santo Patrono.

Rivolgo un saluto e un ringraziamento a sua eccellenza monsignor Filippo Santoro. Grazie per la sua presenza, la sua parola e la sua benedizione.

Saluto con rinnovata stima monsignor Franco Semeraro, i sacerdoti della città, il Presidente emerito della Camera dei Deputati onorevole Luciano Violante, sempre vicino alla nostra comunità, il comandante dell’Aeronautica Marin, le autorità civili e militari la cui vicinanza e collaborazione è un bene prezioso per la città. 

Saluto gli assessori e i consiglieri comunali che, per tutto l’anno appena trascorso, hanno lavorato con grande impegno e puntualità.

Un abbraccio di festa e di gioia giunga ai cittadini che partecipano alla cerimonia dei Ceri che annualmente rinnova la devozione storica del popolo martinese ai santi Martino e Comasia. Il legame tra le radici storiche di Martina Franca e i nostri patroni esprime l’identità della nostra comunità, fiera della sua storia delle sue idee e dei suoi valori.

Consentitemi di essere tra i primi a dare il benvenuto della città al nuovo parroco della parrocchia di Sant’Antonio don Mimmo Sergio. Eredita una realtà spirituale e culturale importante da custodire e far crescere.

E consentitemi di salutare don Dino Lepraro con il quale ho condiviso il mio impegno giovanile per capire e interpretare i segni dei tempi nuovi a cui ci interpellava e ancora ci interpella il Concilio Vaticano II. Grazie Don Dino per quello che hai fatto per la nostra città, per i bambini del lontano Perù e per quello che continuerai a fare.

Caro don Franco, ti prego di dare il mio benvenuto a monsignor Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato di Gerusalemme, tessitore di pace in Medio Oriente che domani parteciperà alle celebrazioni martiniane in un anno storico per Martina, perché ricorrono i cinquecento anni della Statua ligneo-aurea (1518) scolpita da Stefano da Putignano che è collocata sull’altare maggiore di questa Basilica dichiarata dall’Unesco monumento messaggero di cultura e di pace. Statua che oggi noi ammiriamo in tutto il suo intatto splendore. Monsignor Pizzaballa porterà a noi le parole che Papa Francesco, oggi in visita a Bari, ha pronunciato sulla tomba di San Nicola, per la pace e per testimoniare la sua vicinanza alle comunità cristiane del vicino Oriente, eredi di una storia millenaria oggi fortemente minacciate e a rischio estinzione a causa delle guerre che da troppo tempo dilaniano l’intera area mediorientale.

La Puglia, da secoli, è il ponte fra l’Oriente e l’Occidente e, oggi più che mai, deve continuare a svolgere questo ruolo, tendendo la mano all’altro bisognoso di aiuto, accogliendolo e aiutandolo, ispirandosi ai valori della carità e della solidarietà del santo patrono Martino venerato nel gesto della condivisione del mantello con il povero. Dobbiamo respingere inquieti venti di risorgenti razzismi e nazionalismi, che soffiano sempre più forti, mettendo in campo una politica autorevole che non faccia leva sulle nostre paure e incertezze. Il deficit della politica, della buona politica, genera populismo ed estremismo che la storia ha più volte dimostrato essere portatori di immani sciagure. Il dialogo, l’apertura e la condivisione possono essere la nostra arma, non violenta, da contrapporre all’indifferenza e alla paura e alla chiusura.

Eccellenza reverendissima, come sindaco della prima città più popolosa della provincia jonica, dopo Taranto, non posso non vivere con apprensione le vicende riguardanti l’Ilva che coinvolgono tante delle nostre famiglie. Il capoluogo, e con esso l’intera provincia jonica, continua ad evidenziare, con crescente sofferenza, il bisogno di lavoro e di ambiente pulito, di interventi non più procrastinabili di tutela e sviluppo. Come da lei detto in occasione delle celebrazioni di San Cataldo, è finito «il tempo dell’attesa fatalistica, è tempo dell’azione concreta». Sono mesi, settimane, giorni decisivi: tutte le parti con potere decisionale, i rappresentanti delle istituzioni, i sindacati e i nuovi investitori hanno la responsabilità storica di far ripartire un territorio lacerato dando la certezza della salute e del lavoro, come esige la nostra Costituzione che quest’anno ha compiuto settant'anni.

La Carta costituzionale sia la nostra guida e i suoi ideali ci ispirino nelle azioni quotidiane. Nell’anno appena trascorso, proprio in occasione di questa ricorrenza, come Amministrazione, abbiamo promosso diversi incontri tematici sulla Costituzione, rivolti ai bambini e ai giovani delle scuole di ogni ordine e grado, con illustri docenti per riscoprire, insieme, i valori della identità italiana e riaffermare i principi di giustizia, uguaglianza e libertà quali valori fondamentali del nostro Stato democratico.

Eccellenza reverendissima, autorità, cari cittadini, siamo impegnati a presentare ai numerosi turisti e visitatori una città accogliente, pulita, bella e sicura aperta alla collaborazione con i comuni della Valle d’Itria, della quale Martina resta la regina indiscussa per la sua ricchezza di beni culturali e ambientali e per le capacità del suo popolo. Ma per rendere il nostro territorio attrattivo abbiamo bisogno di una rete moderna di trasporti e infrastrutture. Quelli appena trascorsi sono stati giorni positivi da questo punto di vista. Oltre al piano di ammodernamento e potenziamento dell'intera rete ferroviaria delle Ferrovie del Sud-Est che è in corso, è partita lo scorso 18 giugno, la nuova offerta di autolinee che prevede otto collegamenti diretti in autobus fra Bari e la Valle d’Itria. Inoltre, dopo un complesso iter burocratico durato anni, nei giorni scorsi sono stati consegnati i lavori per l'ammodernamento del tratto di strada della Statale dei Trulli 172 che interessa l'abitato di Martina Franca. Ne sentiamo parlare da decenni, ma dopo la consegna dei lavori avvenuta questa settimana, a settembre partiranno i lavori dalla rotatoria di zona Miceli in Valle d’Itria, un incrocio che ha funestato diverse famiglie. Con la realizzazione di tutte le rotatorie previste sarà regolata, finalmente, la velocità dei mezzi in questi punti pericolosi e sarà garantita una maggiore sicurezza del traffico veicolare.

L'attenzione per l'ammodernamento della statale dei trulli e l’allargamento della vicina strada per Alberobello, i cui lavori sono in corso, sono strettamente connessi al piano dei parcheggi che stiamo mettendo in atto in questi mesi: dopo il parcheggio di viale Europa, sono partiti i lavori per il parcheggio di via Pietro del Tocco e di via Bellini. Non si tratta di semplici aree di sosta ma di opere che riqualificheranno intere zone, dotate di parchi giochi, aree verdi e servizi. È stata adottata, recentemente, e per questo ringrazio i Consiglieri comunali, anche la variante urbanistica per l’area di piazza Mario Pagano, vicino alla Chiesa di San Francesco a cui restituiremo un sagrato bello e privo dell’assedio di automobili.

È importante quello che sta avvenendo al Quartiere Don Bosco, dove l’Istituto per le case popolari sta realizzando un risanamento di vera e propria rigenerazione urbana attraverso l’efficientamento energetico delle case. A interventi conclusi avremo un quartiere popolare finalmente integrato con il vicino territorio urbano, sanando un’antica ferita di emarginazione. Accanto ai lavori pubblici dobbiamo registrare con soddisfazione la ripresa degli investimenti privati nell’edilizia abitativa. Con pochissimo consumo di suolo possiamo annunciare di aver rilasciato concessioni edilizie per numerose nuove abitazioni che spero posano soddisfare la domanda delle giovani famiglie e calmierare i prezzi per l’accesso alla casa dei nostri concittadini. Stessa soddisfazione esprimiamo per la ripresa di investimenti nell’area industriale e nelle nostre campagne. Siamo impegnati a facilitare il più possibile tale rinnovato interesse nella nostra città che può rispondere alla richiesta di lavoro di tanti nostri concittadini

Illustri ospiti, i dati turistici degli ultimi anni evidenziano che oggi sono tanti i visitatori che decidono di passare un pezzo del proprio tempo immersi nella valle, degustando cibo prodotto dalla nostra terra, godendo della bellezza dei luoghi. È, inoltre, alta anche l’attenzione per la nostra città da parte di imprenditori italiani ed esteri che decidono di investire sul nostro territorio pur sapendo che, spesso, un reticolo di leggi burocratiche rallentano gli investimenti. Abbiamo il dovere di snellire i procedimenti amministrativi, favorire chi decide di puntare su questa terra con capitali sani salvaguardando i nostri beni culturali e ambientali.

Siamo impegnati a valorizzare tutto ciò che crea bellezza e qualità: il paesaggio e i beni culturali, i prodotti dei nostri allevamenti, la creatività dei nostri imprenditori. Quelli che erano piccoli laboratori sartoriali, oggi sono aziende che esportano in tutto il mondo. È nostro compito sostenere l’operosità tipica dei martinesi, ma anche l’ingegno e la voglia di innovarsi, recentemente dimostrata al Pitti Uomo, una delle massime vetrine mondiali della moda maschile. Qui dieci aziende, con il Comune di Martina Franca a fianco, si sono proposte accomunate dallo slogan Martina is Fashion-La città che crea la moda, anche attraverso una pagina pubblicitaria presente su riviste specializzate all'interno dei treni Freccia Rossa e Italo. Tutti coloro che viaggeranno su questi treni potranno conoscere la nostra città e, perché no, venire a trovarci. Sono certo che noi tutti saremo pronti a riceverli con il consueto spirito di ospitalità che da sempre ci contraddistingue.

Cari cittadini, tutti insieme dobbiamo rendere bella, decorosa e moderna la nostra Martina, facendo degli sforzi quando servono. Come sappiamo, negli ultimi dodici mesi è entrato a pieno regime il nuovo sistema di raccolta dei rifiuti, sia nel centro urbano (lo scorso ottobre) che nell’agro (ad aprile). Le nuove modalità hanno costituito, è inutile negarlo, un cambiamento delle abitudini per tutti. L’Amministrazione comunale, però, è aperta a recepire le istanze dei cittadini per eventuali miglioramenti. Ci conforta la percentuale degli ultimi due mesi (maggio e giugno) di raccolta differenziata vicina al 70% e ben oltre gli standard europei per una città di qualità. Ciò dimostra, semmai ce ne fosse bisogno, una forte attenzione e tensione morale per il rispetto del Creato della stragrande maggioranza della popolazione. A tutela del territorio e per contrastare l’abbandono indiscriminato dei rifiuti, sono aumentati i controlli effettuati dalla Polizia locale, anche con i nuovi mezzi tecnologici. Sono convinto, però, che l’esempio costituisca sempre il miglior deterrente per chi infrange le regole. E noi tutti dobbiamo essere portatori del buon esempio.

Facciamo nostri, come più volte sua eccellenza ha ricordato, gli inviti di Papa Francesco al rispetto del Creato, alla riconversione ecologica, presenti nell’enciclica Laudato si che ci dice come sia «molto nobile assumere il compito di avere cura del Creato con piccole azioni quotidiane». Nella stessa enciclica, il Papa evidenzia anche che «l’acqua pulita rappresenta una questione di primaria importanza. (…) Le fonti di acqua riforniscono i settori sanitari, agropastorali e industriali». E proprio in questa direzione va la scelta dell’Amministrazione comunale di riutilizzare in agricoltura le acque depurate per dare ai nostri agricoltori più acqua a prezzi congri. È la nuova sfida che attende la città dopo il completamento e la consegna delle trincee drenanti che hanno rimarginato la ferita aperta in Valle d’Itria.

Dobbiamo essere vigili custodi del nostro patrimonio. Per questo è fondamentale avere cura dell’ambiente che ci circonda! Come rappresentante della comunità locale, ho recentemente adottato dei provvedimenti d’urgenza volti a rendere più sicuri gli spazi urbani e contrastare situazioni di incuria o degrado che costituiscono pregiudizio per il decoro e la vivibilità urbana, soprattutto nel centro storico. La nostra azione è volta a contemperare le esigenze di chi crea economia nel borgo antico e dei residenti che lo vivono. Ma soprattutto è rivolta alla tutela dei nostri giovani che sono la nostra principale preoccupazione.

Dobbiamo contrastare il consumo eccessivo e improprio di alcol e droghe e adottare quei provvedimenti che tutelino i nostri ragazzi, sempre più bisognosi di attenzione sia di chi ha responsabilità istituzionali ma anche e soprattutto delle famiglie. È notizia dei giorni scorsi l’arresto di dieci persone appartenenti a due associazioni criminali dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti, anche a minorenni. Consentitemi di usare questo momento per ringraziare, a nome dell’Amministrazione comunale ma anche dei cittadini, i magistrati e le forze dell’ordine per la brillante operazione di polizia giudiziaria. Ma non vi nascondo che questa notizia mi ha molto turbato, pur avendone partecipato ed evidenziato i segni premonitori nelle sedi preposte alla sicurezza.

Siamo seriamente preoccupati quando ci rendiamo conto che questi fatti delinquenziali sono alimentati da un retroterra culturale e sociale che prende una fascia di giovani in un contesto che resta generalmente positivo, sano e impegnato. In questa vicenda il ruolo delle famiglie è stato determinante perché sono stati proprio alcuni genitori a lanciare l’allarme, confidando alla Polizia i propri sospetti e le proprie paure legate all’ipotesi che i loro figli stessero assumendo sostanze stupefacenti. Come più volte abbiamo ribadito in questi anni di Amministrazione, alle famiglie dobbiamo guardare con particolare attenzione mettendo in campo ogni azione utile a supportarle.

Così come non possiamo non soffermarci a riflettere sulle conseguenze catastrofiche della dipendenza dal gioco d’azzardo in questi ultimi anni. Le Commissioni consiliari stanno lavorando per definire un regolamento che disciplini le sale da gioco e le slot machine presenti in città. Sono certo che il Consiglio comunale affronterà la questione con determinazione, nel limite delle proprie competenze. È allarmante sapere che spesso le persone che più aiutiamo con azioni di sostegno reddituale, come il reddito di cittadinanza e il reddito di inclusione, sono le stesse vittime di questa rete malsana che anche lo Stato ha il dovere di contrastare con forza. Come siamo consapevoli che le videolottery possono celare l’insidia del riciclaggio del denaro nero e quindi a maggior ragione da tenere sotto stretto controllo.

È opportuno, dunque, continuare a promuovere lo sviluppo sociale ed economico del territorio di Martina Franca prendendosi cura delle famiglie, degli anziani, dei disabili, dei minori con risposte concrete al disagio e alla povertà e ai nuovi bisogni indotti dall’invecchiamento della popolazione. Al centro del nostro sistema di protezione devono esserci le singole persone e i loro bisogni, a partire dal diritto alla salute. A tal proposito, è in corso l’ampliamento dei reparti dell’ospedale di Martina e l’allestimento del reparto di rianimazione che qualificherà ancora di più l’intera struttura sanitaria garantendo più sicurezza ai pazienti. Sono in corso, inoltre, i procedimenti volti alla realizzazione del nuovo Distretto socio sanitario dove i cittadini potranno accedere per tutti i servizi sanitari della medicina del territorio. Per Martina si tratta della nuova frontiera per la prevenzione e la cura.

Eccellenza, concittadini, il profilo culturale di Martina in questo anno è ancor più cresciuto attraverso numerose iniziative di grande qualità che i suoi cittadini, le associazioni culturali, gli imprenditori, donne e uomini di cultura, sono stati in grado di generare con il sostegno dell’Amministrazione comunale fra cui il Festival della Valle d’Itria, che sarà inaugurato il prossimo venerdì e giunto alla 44a edizione. Insieme ai quattrocentocinquanta tra artisti, orchestrali e operatori scenici, la città si prepara all’accoglienza di un pubblico sempre più vasto di appassionati e operatori culturali e dell’informazione. La Biennale delle Memorie, il Festival dei Sensi, il Festival del Cabaret, Piano Lab, i Colloqui di Martina Franca, sono solo alcuni degli appuntamenti che qualificano l’offerta culturale della città. E accrescono la sua attrattività come città dove vale la pena vivere: sempre o durante le proprie vacanze.

La città, già insignita dalla Regione Puglia con il titolo di Città d’arte per il patrimonio storico-architettonico del barocco e del rococò, ha ottenuto dal Ministero dei Beni Culturali la qualifica di Città che legge 2018-2019 grazie alle tantissime iniziative che si sono svolte nel corso dell’anno. Un bel riconoscimento che gratifica tutti per il gran lavoro e l’impegno senza sosta dedicati alla diffusione della lettura che a Martina può contare su una rete diffusa. Quest’anno, a impreziosire il variegato cartello di eventi, è ospitata, nelle Sale del Piano Nobile di Palazzo Ducale, Picasso e l’altra metà del cielo, la prima mostra diffusa nel territorio dedicata al grande artista spagnolo, insieme alle vicine città di Ostuni e Mesagne che espongono altre sue opere. Questa iniziativa sta riscuotendo grande successo di pubblico sia grazie agli eventi organizzati dalle associazioni cittadine collaterali alla mostra, ma anche grazie all’encomiabile lavoro dei commercianti del centro storico e delle vie dello shopping (Corso Messapia e viale della Libertà) che hanno abbellito le vie cittadine con richiami della mostra. Come sempre diciamo insieme si può. Il mio grazie va tutti voi impegnati a rendere accogliente Martina. Occorre sentire nuovamente che abbiamo bisogno gli uni degli altri, che abbiamo una responsabilità verso gli altri e il mondo, che vale la pena essere buoni e onesti.

L’offerta dei Ceri, che oggi compiamo ancora una volta nel segno di una antica tradizione, rinnova l’impegno reciproco a cooperare per una città di pace, solidale, dignitosa. E questo è il luogo più adatto per rinnovare questa alleanza. Con questi pensieri termino, rinnovando i saluti all’Arcivescovo Filippo Santoro, a Don Franco, alle autorità e agli amati cittadini. A tutti rivolgo gli auguri di buona festa, nel segno dello sguardo vigile dei Santi Patroni Martino e Comasia.

Buona festa a tutti.

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