cronache martinesi

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Pino Pulito e la Lega

di Redazione

09/07/2018 Politica

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Pino Pulito e la Lega

           

Sotto traccia proseguono gli abboccamenti in previsione delle elezioni europee del prossimo anno. Alle quali, se in autunno dovesse andare in crisi la precaria alleanza tra la Lega e il Movimento 5 Stelle, non è escluso che possano essere associate le elezioni politiche. Sullo sfondo, le regionali del 2020.

Il grande deluso della politica martinese, trasformatosi in mina vagante, è Pino Pulito. La conferma, quattro mesi fa, del dato elettorale dell'anno scorso in favore dell’attuale sindaco Franco Ancona da parte del Tar lo ha privato d’un ruolo che non sia di marginalissima opposizione consiliare. In realtà, avendo un carisma superiore a quello di Michele Muschio Schiavone e di Giovanni Basta, gli esponenti dell’opposizione con altrettanta esperienza politica, Pulito avrebbe potuto essere fin dall’inizio il mastino dell’Amministrazione Ancona. Un ruolo di duro lavoro sui provvedimenti amministrativi, quindi, che lo avrebbe però qualificato come sindaco ombra aprendogli la strada verso traguardi futuri.

Pulito ha invece preferito l’improbabile ricorso al Tar, al quale non risulta che abbia finora presentato opposizione al Consiglio di Stato: ha tempo fino a dopo l’estate. Peggio ancora, la sua rinuncia e quella dei suoi consiglieri a recarsi in Consiglio comunale, decidendo unilateralmente di non considerarlo legittimato dall’esito del voto popolare salvo poi andarci con la coda tra le gambe nove mesi dopo, quando il Tar ha sentenziato sul ricorso, è stato un vero disastro che ha ridotto ai minimi termini la credibilità politica sua e di Forza Italia. Intanto nel partito era stato facile dire no a una sua candidatura al Parlamento il 4 marzo, dovendosi il Tar pronunciare il 21.

Meglio così: Pulito sarebbe stato verosimilmente travolto dalla marea a cinque stelle come è accaduto a Gianfranco Chiarelli. Oggi che Forza Italia appare ripiegata su sé stessa tanto in Puglia che a livello nazionale, privando di prospettive plausibili chi, come Pulito, aspira a ruoli più rilevanti che non il declassato assessorato provinciale di qualche anno fa, in parecchi hanno individuato nella Lega di Matteo Salvini il partito promesso. Dicono che Pulito, insieme al coordinatore cittadino di Forza Italia Giacomo Conserva, abbia avuto diversi incontri riservati a vari livelli per tastare il terreno. Tutto resta, però, al momento indefinito.

L’ostacolo per i nuovi aspiranti leghisti si chiama Angelo Gianfrate. Quest’ultimo ha avuto la lungimiranza di tirare la carretta per Salvini ben prima che l’attuale ministro degli Interni diventasse il politico in ascesa del Centrodestra nello scenario nazionale. Adesso l’intendimento di Gianfrate è prevedibile: chiunque voglia imbarcarsi per una crociera con la Lega dovrà fare i conti con la sua sistemazione politica.

Se decidesse di passare alla Lega, Pulito rischierebbe un dejà vu: avere, come un tempo, Gianfranco Chiarelli come leader di riferimento. Potrebbe essere infatti la leadership leghista su scala provinciale il futuro politico dell’ex deputato. Tutto dipende da quello che farà Raffaele Fitto, attualmente impegnato in complicati calcoli percentuali sui consensi necessari per tornare nell’europarlamento di Strasburgo.

Le strade sono due: la Lega, appunto, e Fratelli d’Italia. In Puglia, l’eventuale adesione di Fitto sarebbe funzionale al progetto di rafforzamento che la Lega persegue nel sud Italia per provare a essere il primo partito nazionale, per i più ottimisti già dalle europee. Le condizioni, però, sarebbero tutte da definire, anche se ex fittiani diventati aficionados di Salvini premono affinché l’ex leader li raggiunga. Aderire invece a Fratelli d’Italia, che in Puglia ha un discreto seguito a cui Fitto aggiungerebbe i non pochi residui consensi personali, potrebbe rendere più facile, come eventuale capolista, il gioco delle percentuali necessario alla rielezione. Perciò Fitto è immerso a capofitto in analisi, sondaggi, calcoli e statistiche.

La certezza, ovunque deciderà di candidarsi, è che Chiarelli sarà il regista della sua squadra. Se Fitto aderirà alla Lega, nel 2020 alla Regione è abbastanza prevedibile la ricandidatura di Renato Perrini, che sta lavorando bene all’opposizione. Pulito e Giacomo Conserva potrebbero tentare con Forza Italia, ammesso che tra due anni esista ancora e non sia stata assorbita da un nuovo Centrodestra a trazione salviniana. Se però i berlusconiani saranno più o meno quelli di adesso, è possibile che il coordinatore regionale Gino Vitali preferisca al politicamente usurato ex candidato sindaco il più giovane e fresco Mario Caroli, che sta tessendo rapporti significativi in provincia di Taranto.

Allo stato attuale, l’unica certezza per Pulito in politica è quella che aveva inizialmente ripudiato: fare l’opposizione in Consiglio comunale.

Nella foto, Pino Pulito con Giorgia Meloni durante la campagna elettorale per le comunali di un anno fa.

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