cronache martinesi

Direttore Pietro Andrea Annicelli

Fumo, apnee notturne: che cosa sapere

di Spazio redazionale

23/07/2018 Redazionali

Valutazione attuale:  / 4
Scarso Ottimo 
Vota
Fumo, apnee notturne: che cosa sapere

 

Il fumo e le apnee notturne sono due problematiche molto diffuse. Il dottor Renato De Tullio, pneumologo, che da giugno è entrato a far parte dell'equipe della Santa Lucia Clinic di Putignano, ha una visione completa di questa dinamica. 

Dottor De Tullio, è possibile liberarsi del vizio del fumo?

«Fumare tabacco, più che un vizio, è una necessità. Lo sanno bene i fumatori, che devono accendersi la sigaretta quando avvertono quella sensazione di urgenza. E lo fanno senza indugio sapendo che ogni minuto di ritardo aumenta quella sensazione inizialmente sgradevole, ma di progressiva sofferenza, che costituisce una vera crisi di astinenza. Anche se non tutti i fumatori se ne rendono conto».

In che modo può aiutarli la medicina?

«La medicina può aiutare i fumatori che decidono d’iniziare un percorso di disassuefazione motivati e determinati. Il percorso consiste, inizialmente, nel rendere la persona consapevole di come il fumo di tabacco, e la gigantesca organizzazione di marketing occulto che lo supporta, creino delle false convinzioni. Ad esempio: il fumo mi rilassa, non sono dipendente, ci sono dei momenti in cui non penso proprio alla sigaretta. Perciò va spiegato che il fumo di tabacco altro non è che un’assunzione autoregolata d’un farmaco, la nicotina, che ha specifici e fortissimi effetti sul cervello. Il secondo passaggio è la somministrazione di nicotina con sistemi alternativi che hanno dimostrato di essere poco o nulla in grado di dare dipendenza: gomme da masticare, cerotti, sigaretta elettronica. Sempre con un supporto medico, sono poi disponibili farmaci in grado di ridurre nettamente la necessità di nicotina, consentendone l’abbandono. I principali sono la vareniclina, in commercio con il nome di Champix, e la citisina, disponibile in Italia solo come preparazione galenica. Quest’ultima è un estratto vegetale con una funzione molto simile al composto chimico vareniclina. E, nella mia esperienza, almeno altrettanto efficace, sicura e con un costo largamente inferiore. Purtroppo non vi è alcun supporto del servizio sanitario per i fumatori intenzionati a smettere. Non vi sono specifici codici di prestazione e i farmaci non sono prescrivibili a carico del servizio stesso».

Molte persone soffrono di malattie del sonno. Che cosa sono?

«La competenza dello pneumologo si rivolge alla diagnosi e alla cura dei disturbi respiratori correlati al sonno. Le patologie del sonno sono, in generale, un ampio e complesso capitolo di competenza del neurologo. D’altra parte, fino al 25% degli uomini in età adulta e anziana, nonché circa il 10% delle donne, presentano un’incidenza di apnee notturne che può considerarsi patologica. Un piccolo numero di eventi, fino a cinque episodi ogni ora, rappresenta una condizione di normalità fisiologica. Ma quando il numero delle apnee aumenta a dieci, venti, quaranta, o addirittura supera i cinquanta, sessanta eventi ogni ora, è inevitabile che si verifichino conseguenze anche gravi. I segni che portano il paziente allo specialista sono il russamento fragoroso e la sonnolenza diurna, spesso sottovalutata perché a insorgenza lenta e progressiva nei mesi e non sempre costante nei giorni e nell’attività quotidiana: ad esempio, quando si guida un’auto».

Come avvengono le apnee notturne?

«Il meccanismo delle apnee è legato alla riduzione del calibro delle vie aeree superiori, in particolare a livello faringeo. Si restringono durante il rilassamento muscolare legato al sonno profondo. Inizialmente si determina il russamento che spesso culmina con una netta riduzione o addirittura interruzione del flusso di aria: l’apnea. La persona non si risveglia completamente, ma il sonno diventa più superficiale per riprendere fiato. Se queste interruzioni del sonno profondo avvengono continuamente, al mattino la persona è sempre più stanca e con il passare delle settimane e dei mesi, sempre più sonnolenta».  

Come si combattono?

«Lo stress notturno si traduce spesso in un incremento patologico della pressione arteriosa, con significativo aumento del rischio di eventi gravi a essa correlati: infarto, ictus, aritmie cardiache. Il sospetto clinico si può consolidare con un esame di screening, a basso costo, che consiste nella registrazione della saturazione di ossigeno durante la notte. La tecnologia ci fornisce oggi strumenti non invasivi, affidabili, che vengono utilizzati a domicilio. La conferma e un indispensabile completamento delle indagini, se lo screening risulta positivo, si deve ottenere con un esame più completo, sempre non invasivo e sempre domiciliare: la poligrafia respiratoria notturna. Per il trattamento in generale, si deve iniziare un programma di calo del peso, spesso necessario e, quando realizzato, di grande aiuto per limitare e a volte, sia pur raramente, eliminare del tutto il problema. L’uso di un apparecchio che invia un flusso di aria sotto pressione, la cui intensità deve essere determinata per ogni singolo paziente, è il rimedio più efficace e utilizzato nel 90% circa dei casi. Questo tipo di ventilazione è conosciuta come Cpap, dall’inglese continuous positive airways pressure. Per quanto poco attraente a vedersi, è in grado di cambiare, a volte drasticamente in meglio, la qualità della vita dei pazienti. E riduce i rischi cardiovascolari derivanti dalle apnee e dalla conseguente mancanza di ossigeno durante la notte. Naturalmente non può essere un rimedio fai-da-te, ma è necessario rivolgersi a personale sanitario con esperienza specifica per individuare, tra l’altro, la maschera più adatta».

Spazio redazionale a cura di Santa Lucia Clinic.

La Santa Lucia Clinic è in viale Cristoforo Colombo n. 23 a Putignano (Bari).

 

Lascia un commento

Verify Code