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Stefano Coletta: in campo per contare

di Redazione

10/09/2018 Politica

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Stefano Coletta: in campo per contare

 

Sono passati quattro mesi dalle dimissioni e poi dal mancato rientro in Amministrazione comunale di Stefano Coletta. Ma l'ex vicesindaco non ci pensa proprio di lasciare la politica per fare altro. Dopo la fase di riflessione e le vacanze, prepara la riscossa.

Dai tuoi post su Facebook si è intuito che non ti ritieni marginale, esterno o estraneo al dibattito politico in corso. Quali sono le tue intenzioni?
«Ripartire. Mettere su una squadra di persone che si vogliano impegnare in politica e ripartire nelle prossime settimane, al massimo entro fine anno. Negli ultimi quindici giorni ho avuto tantissimi incontri e ho potuto riscontrare la grande volontà di partecipazione di tante persone che condividono con me e altri amici un'idea di città che non ho più trovato negli ex compagni di viaggio. Vedremo d'interagire in qualche forma associativa per essere pronti in previsione delle nuove scadenze o evenienze elettorali. Il fatto che io non sia in Amministrazione comunale non significa che non osservi e non intenda sviluppare eventualmente un dibattito sulle questioni amministrative».

Detta così, c'è l'impressione che non ti riconosca più nel progetti del Centrosinistra che un anno fa ha vinto le comunali. E forse neanche in quello del Partito Democratico.
«Penso che il progetto del Centrosinistra potesse essere mantenuto se gli altri attrori l'avessero voluto. Fino a oggi non c'è stato un loro ripensamento sulla maniera in cui sono stato estromesso dall'Amministrazione comunale. Registro solo qualche telefonata di livelli istituzionali, non solo di Martina, per tentare un dialogo con me. Però ci vuole ben altro. Quello che è successo è stato abbastanza importante e non può essere cancellato con qualche telefonata o qualche ciao su Facebook. Però non sarò certo io quello che sparerà sul sindaco o sugli amministratori di Martina. Non mi auguro il ritorno d'un commissario straordinario e spero che non accada. Né ho mai utilizzato i rapporti di amicizia per condizionare l'Amministrazione comunale. Martina deve avere un governo: anche senza di me. Vale sempre il principio che tutti sono importanti, nessuno indispensabile».

Ritorneresti eventualmente a far parte dell'Amministrazione Ancona?
«Sento l'affetto di tantissime persone ed è giusto che possa rappresentarle e continuare un percorso che non intendo assolutamente abbandonare. Non chiudo le porte al sindaco e all'Amministrazione comunale: anzi, sono aperto al dialogo. Quattro mesi fa avevo però posto a Franco Ancona delle questioni che non vedo risolte: rapporto con i dirigenti, lavoro di squadra e anche qualche aspetto umano al riguardo, distribuzione delle deleghe. Non so se tornerei nei ruoli che avevo. Però non è impossibile vedere in che forma si possa recuperare un rapporto. Con tantissime persone della maggioranza consiliare questo rapporto è ottimo. Non ho però voglia di tornare a parlare con qualcuno che è stato determinante nel condizionare il sindaco e indurlo a non farmi rientrare più dopo le dimissioni. Mi avevano detto di tornare, l'ho fatto e ora devo pensare che sia stata solo la tattica di qualcuno per farmi uscire allo scoperto affinché fossero queste persone a dire di non volermi più. E il sindaco ha la responsabilità di non aver salvaguardato quel patto generazionale su cui sono state fatte due campagne elettorali».

  

Sei o no del Partito Democratico?
«Al momento si: sono iscritto e tesserato. Anche se non so se durerà non la mia adesione, ma il Pd stesso. Comunque, non dipende da me».

Si è parlato della possibilità che tu o qualcuno a te vicino possa essere il prossimo segretario del Pd martinese dopo la fase congressuale che, come conseguenza delle vicende nazionali, sembra avvicinarsi.
«L'unica cosa vera è l'incompatibilità del ruolo di segretario e assessore da parte di Vito Cramarossa. E sarà necessario superarla se il Pd vuole dimostrare di essere un partito con delle regole. Trovo poi abbastanza strano che chi ha condotto la trattativa affinché tornassi a fare l'assessore è anche la persona che, a conti fatti, ha preso il mio posto».

Ma il segretario lo faresti se ti fosse offerto di farlo?
«Non ambisco a nulla. Ci sono delle cose che sono state dette, ma da qui a dire che sono interessato ce ne passa. Fondamentalmente penso di no perchè non so se saprei farlo. E mi piacciono di più i ruoli operativi di quelli politici. Nel futuro ci sono delle scadenze elettorali, comprese le comunali quando terminerà il mandato naturale di Franco Ancona, e penso di avere le carte in regola per essere in campo. Una cosa deve essere chiara: non farò dei grandi salti della quaglia. Ma mi sto guardando intorno per capire il mio futuro e quello di altri che credono in un progetto comune».

Quindi nessuno sguardo all'orizzonte verso i Cinque Stelle o addirittura il Centrodestra, come qualcuno ha paventato.
«No, no: non ho mai parlato con nessuno. Mi hanno chiamato in tanti per darmi la solidarietà dopo il mancato rientro nell'Amministrazione comunale e ho incontrato anche delle persone che forse possono essere ascrivibili a quell'area politica. Ma non ho mai pensato di guardare in quella direzione. Per il momento sono iscritto al Pd e ogni decisione così importante per il futuro non la prenderò da solo, ma con le persone che condividono un progetto politico che non riguarderà solo Martina. Lo capiremo insieme anche perché, come ho detto, non è chiaro quale sarà il futuro del Pd. Potremmo essere in tanti, se non tutti, a doverci trovare politicamente un'altra casa».

Tre immagini di Stefano Coletta con il sindaco Franco Ancona: nel 2013 durante il primo mandato, la notte del 25 giugno '17 dopo la conferma della vittoria al ballottaggio e della rielezione di Ancona, nei mesi scorsi da vicesindaco.

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