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Franca Pulpito e Lucrezia Vinci: le due martinesi alle europee

di Redazione

24/05/2019 Attualità

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Franca Pulpito e Lucrezia Vinci: le due martinesi alle europee

 

Franca Pulpito, consulente del lavoro, è candidata al Parlamento europeo per il Movimento 5 Stelle. Alle scorse comunali, sempre per il M5s, è stata candidata sindaco, mancando per pochi voti l'ingresso in Consiglio comunale.

Perchè questa candidatura?
«Nasce dalla consapevolezza che l'Unione europea sia un progetto ancora valido, anche se l'attuale Europa deve cambiare. Occorre riportare l'Europa a occuparsi non in maniera ossessiva di austerità e di vincoli di bilancio, ma dei problemi dei cittadini europei. La scelta di candidarmi è stata personale. Poi, come tutti gli altri in Puglia intenzionati a ricevere la candidatura al Parlamento europeo dal M5s, mi sono sottoposta a una selezione attraverso la piattaforma Rousseau che ho superato. Successivamente, per ottenere la candidatura, ho superato una seconda selezione risultando tra i primi diciotto votati dagli iscritti a Rousseau nelle sei regioni della circoscrizione: Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Puglia, Calabria».

Quali possibilità potrebbero realisticamente esserci per Martina e per il suo territorio da un suo buon riscontro in queste elezioni europee?
«Non mi spingo a fare previsioni per questioni scaramantiche: sarà una valutazione che faremo il 27 a spoglio completato. Ritengo che avere una rappresentante del M5s nel Parlamento europeo che abbia un rapporto diretto con il territorio sia una scelta naturale per Martina. Un limite che ho riscontrato è che molti, soprattutto nei paesi dove non ci sono in contemporanea le elezioni comunali, non sanno neppure che si voti per il Parlamento europeo. C'è un'ampia impreparazione da parte della popolazione rispetto al voto per l'Europa, che viene percepita come un'istituzione che non influisce più di tanto nei processi decisionali. Ed è sbagliato perché sappiamo quanto l'Europa sia determinante per le scelte della politica italiana».

Non teme che il M5s, considerando l'esito delle comunali di due anni fa, non riesca ad avere un consenso abbastanza ampio a Martina e nel territorio?
«Certamente mi aspetto di più perché le elezioni comunali rispondono a logiche completamente diverse rispetto alle europee. Già alle politiche dello scorso anno i riscontri furono sensibilmente più ampi e importanti: mi auguro, quanto meno, di confermarli. Sarebbe già un buon risultato se si pensa all'interesse limitato che le elezioni per il Parlamento europeo suscitano rispetto alle comunali e alle politiche, per cui è prevedibile una significativa percentuale di non votanti, quindi un ampio calo dei votanti rispetto al 2018».

Se sarà eletta, quali saranno i punti qualificanti del suo impegno?
«Nell'ambito del programma del Movimento, credo che sia molto importante dare delle risposte politiche a problematiche che finora sono state gestite soprattutto nell'ottica dell'emergenza. La più importante è la questione dei migranti, per la quale occorre certamente un impegno unitario dei Paesi europei perchè finora l'Italia è stata lasciata sola a gestire i flussi che attraversano il Mediterraneo. Un'Europa che c'impone di rispettare i vincoli di bilancio, ma che non si preoccupa che tutti i Paesi rispettino i vincoli di solidarietà, è un'Europa che non risponde adeguatamente: noi 5 Stelle abbiamo il dovere di cambiare questa prospettiva. Come consulente del lavoro sono poi particolarmente interessata al salario minimo europeo, per il quale occorre una battaglia analoga a quella fatta in Italia dal Movimento per il salario minimo orario. Sarà importante ottenere una normativa quadro in Europa per avere un parametro di riferimento che ponga argine alle delocalizzazioni selvagge, un problema che riguarda certamente anche il nostro territorio. Se consideriamo i valori retributivi in Bulgaria o in Polonia, ci rendiamo conto che le nostre aziende soffrono una concorrenza sleale che le penalizza in Europa. La questione dei salari va di pari passo con l'armonizzazione dei sistemi fiscali nei Paesi europei, che incide sul costo del lavoro e sul salario minimo orario».

* * *

Lucrezia Vinci, agente assicurativo di Martina Franca, è candidata al Parlamento europeo per Fratelli d’Italia. Non ha svolto, in precedenza, attività politica.

Perchè questa candidatura?
«È un’opportunità che mi è stata offerta dalla leader del partito, Giorgia Meloni, che aveva conosciuto mio marito, l'ex sindaco Leonardo Conserva. Fratelli d’Italia ha chiesto la mia disponibilità avendo l'obiettivo di attrarre, giustamente, anche un elettorato d'opinione e tradizionalmente moderato. Tutto è nato improvvisamente e in maniera inaspettata. Accettare di candidarmi è stata una scelta condivisa anche dagli amici e dai familiari. Mi sono messa in gioco perché mi sono riconosciuta nel progetto di Fratelli d'Italia e perché, in questo momento della mia vita personale e professionale, credo di poter mettere a disposizione un impegno, delle competenze e delle energie utili per rinnovare la politica. Le europee sono un’occasione per il territorio e per il cambiamento: sono determinata a cercare di vincere e comunque di costruire una prospettiva politica».

Quali possibilità potrebbero realisticamente esserci per Martina e per il suo territorio da un suo buon riscontro in queste elezioni europee?
«Noi martinesi, quando siamo uniti, sappiamo essere vincenti. È quindi il momento giusto per unirci sull’obiettivo di cambiare l’Europa per cambiare l’Italia e soprattutto le politiche per il Sud. In questo senso rivolgo un appello a tutti gli elettori».

Molti potrebbero diffidare, se si considera che il Centrodestra a Martina continua a restare sostanzialmente diviso. Anche i recenti passaggi da Forza Italia alla Lega, e da un movimento civico a Forza Italia, rientrano nel gioco delle parti che tante volte ha caratterizzato la vecchia politica.
«Non tocca a me giudicare le scelte politiche degli altri. Ho accettato di candidarmi, come ho detto, nella prospettiva d'un ampliamento del consenso per Fratelli d'Italia in direzione d'un elettorato ampio di tendenza conservatrice e moderata, aperto al voto di opinione su programmi e atti amministrativi concreti. La gente chiede concretezza, non ideologia. Non m'interessano i personalismi, ma gli obiettivi da raggiungere. Ed è a questo che voglio dedicare il mio tempo e la mia energia. Perciò, oggi, si è vincenti in politica se si dice la verità alla gente cercando di agire con onestà e concretezza».

Se sarà eletta, quali saranno i punti qualificanti del suo impegno?
«Ho una formazione economica, per cui m'impegnerò a seguire le politiche europee per il Mezzogiorno affinché i fondi comunitari siano utilizzati in maniera ottimale: soprattutto per le infrastrutture, indispensabili anche per salvaguardare le nostre produzioni e il made in Italy. Da eletta, provvederò ad attivare un portale telematico dove si potranno facilmente conoscere tutte le opportunità di finanziamento con fondi comunitari per tutte le categorie sociali, in particolare per i giovani. Inoltre, cercherò di promuovere politiche agricole e turistiche che valorizzino le nostre risorse nel rispetto dell'ambiente, in particolare cercando di promuovere una politica specifica per l'agricoltura fiscalizzando gli oneri contributivi da parte di quelle imprese che rispettino degli standard sulla qualità dei prodotti, sulla sostenibilità ambientale e sul rispetto delle normative che riguardano il lavoro. Credo poi che l'Europa debba diventare madre per tutti quei giovani che sono pronti a formare una famiglia, mentre oggi è la grande assente rispetto a questo loro diritto. Perciò m'impegnerò in favore di politiche per la famiglia che sottraggano i nostri giovani al precariato, soprattutto per quelle giovani coppie pronte a mettere al mondo dei figli e a prendersene cura. Una società fondata sulla famiglia è sinonimo di stabilità e di regole certe. Imporre, invece, la precarietà, la paura, l'austerità fine a se stessa, vuol dire costringere i più deboli all'emarginazione e negare il futuro ai giovani. Noi di Fratelli d'Italia non ci stiamo e chiediamo il voto ai cittadini per poterne difendere i diritti: prima casa, lavoro, infrastrutture di cittadinanza».

 

 

 

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