cronache martinesi

Direttore Pietro Andrea Annicelli

Mittal restituisce l'Ilva allo Stato

di Redazione

04/11/2019 Puglia

Valutazione attuale:  / 4
Scarso Ottimo 
Vota
Mittal restituisce l'Ilva allo Stato

 

Arcelor Mittal ha inviato ai commissari straordinari del siderurgico di Taranto una comunicazione di recesso dal contratto o risoluzione dello stesso. La multinazionale francoindiana, subentrata un anno fa dopo il definitivo accordo intercorso con il primo Governo Conte, gestisce lo stabilimento in affitto con l'obiettivo di acquisirlo nel 2020. Il cattivo andamento del mercato dell'acciao e la mancata conferma dell'immunità penale per eventuali reati ambientali sono le ragioni a fondamento della decisione.

La società ha chiesto ai commissari di assumersi la responsabilità per le operazioni e i dipendenti entro trenta giorni dalla ricezione della comunicazione. Ciò avvalendosi della condizione, prevista dal contratto, che se un nuovo provvedimento legislativo incide sul piano ambientale dello stabilimento, rendendo impossibile la sua gestione o l’attuazione del piano industriale, la società può tirarsi indietro. Il Parlamento, con effetto da ieri 3 novembre, ha eliminato la protezione legale che Arcelor Mittal ritiene necessaria per attuare il piano ambientale senza incorrere nel rischio di responsabilità penali per i suoi dirigenti.

Nei giorni scorsi il nuovo amministratore dleegato di Arcelor Mittal, Lucia Morselli, aveva incontrato i ministri Stefano Patuanelli del Mise e Giuseppe Provenzano del Mezzogiorno comunicando la difficoltà a mantenere gli impegni contrattuali e occupazionali a causa della crisi dell'acciao. C'è poi il nodo delle prescrizioni che il Tribunale di Taranto obbliga a completare entro il 13 dicembre prossimo, pena lo spegnimento dell'altoforno 2. Situazione che, secondo Arcelor Mittal, renderebbe impossibile attuare il piano industriale e gestire il siderurgico.

La società, un anno fa, si era impegnata a fare investimenti industriali per un miliardo e duecento milioni nonché ambientali per un miliardo e cento milioni, oltre a pagare lo stabilimento un miliardo e ottocento milioni da cui detrarre i canoni già versati. In attesa di completare il risanamento previsto dall'autorizzazione integrata ambientale, Arcelor Mittal è autorizzata a produrre sei milioni di tonnellate d'acciaio annue, sebbene quest'anno non si andrà oltre i quattro milioni e mezzo a causa della difficile situazione. I sindacati parlano già di «bomba sociale» rispetto ai 10.700 dipendenti del gruppo in tutta Italia, di cui 8.200 a Taranto dove la crisi ha determinato la cassa integrazione ordinaria per tredici settimane, dal 30 settembre scorso, per 1276 operai.

Attualmente è in corso un vertice d'urgenza al Ministero per lo Sviluppo economico per esaminare la situazione.

Lascia un commento

Verify Code