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Direttore Pietro Andrea Annicelli

Piero Lacarbonara: «Vogliamo unire i martinesi e rilanciare il Martina»

di Redazione

28/07/2018 Sport

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Piero Lacarbonara: «Vogliamo unire i martinesi e rilanciare il Martina»


Piero Lacarbonara, ritornato presidente del Martina Calcio senza in realtà avere mai smesso di esserlo, è un uomo innamorato. No, non conosciamo né c'interessano le sue questioni di cuore, ma solo il loro risvolto sportivo. Lacarbonara è un autentico, incorreggibile innamorato del Martina. E insieme all'Amministrazione comunale vuol cercare di coinvolgere tutti i martinesi intorno a un nuovo progetto di rilancio.

C'è un passaggio del comunicato stampa emesso dopo l'iscrizione del Martina al campionato: «Durante la prossima e imminente conferenza stampa, la società dell’Asd Martina Calcio 1947 presenterà un ambizioso progetto che vedrà la squadra di calcio diventare un vero e proprio mezzo di promozione sociale e culturale della città». Che cosa significa esattamente?
«Dopo che abbiamo affidato il titolo al sindaco, ci siamo incontrati più volte con lui e con gli amministratori comunali per capire in che maniera potevamo continuare a dare un futuro al Martina. Alla fine abbiamo deciso di unire le forze attraverso un patrocinio del Comune alla società. Non sarà un contributo economico, ma un sostegno che si esprimerà attraverso il costo che il Comune sosterrà per la ristrutturazione dello stadio comunale Tursi e le iniziative che promuoverà per raccogliere fondi in favore del Martina. A sua volta il Martina diventerà un veicolo di comunicazione di temi socialmente rilevanti per combattere problematiche come la dipendenza dalla droga o dal gioco d'azzardo, che hanno una loro incidenza soprattutto tra i giovani».

Che cosa vi proponete?
«L'obiettivo è rendere il Martina non soltanto la squadra di calcio della città, ma uno strumento di promozione del territorio attraverso messaggi d'interesse sociale che potranno essere diffusi tra gli appassionati. Ciò per favorire una ricaduta positiva nella città attraverso la diffusione di buone pratiche e di comportamenti etici, cioè utili alle persone che li praticano e quindi a tutta la realtà cittadina».

Come pensate di riuscirci?
«Continuando a contattare, come già stiamo facendo, le aziende del territorio: ci aspettiamo che ricomincino ad aiutare il calcio. Lo faremo in sinergia con il sindaco. In questo momento non è facile dare certezze, ma c'è una grande possibilità. Né dev'essere dimenticato che noi, come società, nel tempo abbiamo dimostrato di saper portare avanti i nostri impegni. Adesso ci aspettiamo che sia la città a darci una mano. L'unica certezza è la serietà nostra: sempre. Altrettanto ovvio è che il sindaco rappresenti la garanzia d'un legame tra la società, gli imprenditori e i cittadini. Lui è collante per un nuovo futuro collaborativo di tutti».

In consiglio comunale si è parlato di eventuali iniziative, dalla raccolta fondi a eventi da organizzare per lo stesso scopo, per sostenere economicamente il Martina e dargli così la possibilità di disputare il campionato. Si potrebbe anche studiare e attivare un crowfunding. Si tratta di possibilità reali?
«Sono tra le garanzie che ci hanno convinto a iscrivere la squadra al campionato. Abbiamo potuto verificare l'impegno sincero e concreto del sindaco, dell'assessore allo Sport, Tiziana Schiavone, e della consigliera Nunzia Convertini, per cercare insieme a noi delle soluzioni. Per cui l'Amministrazione comunale lavorerà per delle iniziative che dovranno sostenere il Martina mentre il sindaco sarà il garante del rapporto tra il Martina e il territorio. Nessuno ho messo la firma su nulla. Però il sindaco ha dimostrato di essere una persona seria e di spessore umano. Ci ha indotti a iscrivere il Martina sostenendo che ci avrebbe messo tutto il suo impegno per sostenere il nostro progetto. Questa sua promessa è per noi una garanzia».

Siete alla ricerca di ulteriori aderenti alla società del Martina?
«Il nostro è un progetto giovane, serio, che ha come obiettivo far partecipare il Martina al campionato e garantire la continuità del calcio in città. Non c'interessano altri discorsi né proposte poco chiare. Perciò siamo disposti ad ascoltare ed eventualmente a collaborare con chiunque voglia partecipare a questo progetto con i nostri stessi intenti. L'iscrizione al campionato è appunto servita a prendere tempo per verificare, anche, se ci siano persone disposte a entrare in questo progetto o a subentrare a noi».

Saresti disposto a farti da parte?
«Innanzitutto il presidente è un garante degli equilibri nella società. Se dovesse venir fuori un presidente in grado di fare altrettanto con la stessa passione che mi ha portato finora a spendere del mio per il Martina, ben venga. Il passo indietro, però, deve essere fatto di fronte a una proposta concreta. Il Martina è della città ma per due stagioni è stato finanziato per nove decimi da noi».

Queste persone ci potrebbero essere?
«Tutto è possibile. Se però ci fossero state davvero, non saprei spiegarmi perché non siano venute allo scoperto prima che iscrivessimo la società al campionato. Chi volesse acquistare il titolo per subentrare al nostro gruppo deve contattarci in maniera seria e costruttiva, non per farsi pubblicità, e parlare con noi. Siamo prima di tutto dei tifosi, non degli imprenditori interessati a fare business sul Martina. Per cui non c'interessano proposte con intenti speculativi».

Foto Paolo Conserva per il Martina Franca, pubblicata per gentile concessione.

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