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Pasquale Lasorsa: «Martina sia di chi va a piedi»

di Redazione

13/03/2019 Municipio

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Pasquale Lasorsa: «Martina sia di chi va a piedi»

 

Pasquale Lasorsa, assessore alla Mobilità, crede molto nel Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums) che l'Amministrazione comunale sta approntando anche attraverso una serie d'incontri pubblici. La linea politica è chiara: rendere nel tempo Martina una città sempre più fruibile ai pedoni e dal traffico automobilistico molto più ridotto e razionale rispetto all'attuale.

Che cosa dobbiamo aspettarci complessivamente dal Pums?
«Sostanzialmente, una visione della mobilità cittadina da qui a dieci anni. Ciò in uno scenario di progressivo spostamento delle esigenze di trasporto dall'utilizzo dell'auto privata a quello dei mezzi pubblici. Oppure a mobilità docile, come le biciclette e gli spostamenti a piedi. O ancora, a forme di mobilità che si fondino sulla condivisione, come il car sharing o il car pooling».

Quali sono i più importanti provvedimenti previsti?
«I provvedimenti più importanti riguarderanno la revisione globale del sistema di trasporto pubblico locale. Quindi i bus urbani di città, per i quali è necessario ripensare completamente le linee urbane. Nel questionario distribuito ai cittadini per ricevere le loro opinioni, ed eventuali idee sugli interventi da fare (in basso tutti i relativi dati, ndr), c'era una sezione che cercava di comprendere quali fossero le loro aspettative riguardo il trasporto pubblico locale. Anche in considerazione delle richieste, interverremo sia per quanto riguarda una più incisiva e moderna comunicazione che con la bigliettazione smart integrata ai parcheggi. Progressivamente rinnoveremo il parco mezzi, che dovrà tendere alle zero emissioni. Pensiamo quindi a veicoli con propulsione elettrica o quanto meno ibrida. Il Pums considera inoltre le grandi opere infrastrutturali strategiche, per cui si sta occupando del tracciato della nuova circonvallazione che, come Amministrazione comunale, stiamo valutando insieme ai progettisti del piano urbanistico generale. Intende inoltre favorire la mobilità ciclabile in città, per la quale abbiamo già avviato i lavori per redigere il progetto del Biciplan, affidato a dicembre e che a maggio concorrerà al finanziamento pubblico bandito dalla Regione e agli altri finanziamenti previsti per questo genere di opere. Ciò senza trascurare la mobilità pedonale anche per i diversamente abili, che rappresentano il paradigma per le decisioni che verranno prese».

Notoriamente la gente si lamenta, ma poi è spesso, almeno inizialmente, refrattaria ai cambiamenti. L'Amministrazione comunale ha provveduto a dei preventivi confronti pubblici coinvolgendo anche i comitati di quartiere e le associazioni di categoria?
«Abbiamo già organizzato diversi incontri con i cittadini. Altrettanto con gli operatori commerciali che hanno la loro sede nei distretti urbani del commercio. Loro hanno l'esigenza d'una buona accessibilità delle strade, nonché la disponibilità e la rotazione degli stati di sosta. Questi incontri, sia con i cittadini che con gli operatori economici, continueranno. C'è stato poi il questionario in cui circa tremila persone ci hanno fornito la loro impressione. Stiamo ragionando anche della cosiddetta politica dell'ultimo miglio. Oltre che mettere in atto un nuovo sistema di collegamenti tra i parcheggi e il centro, stiamo predisponendo un impianto deliberativo che consenta di ottenere dei benefici anche di carattere economico per coloro che punteranno su un servizio di noleggio con conducente a zero emissioni. In particolare pensiamo ai velocipedi a pedalata assistita meglio noti come risciò, già presenti da molti anni in diverse capitali europee e che potranno essere elettrificati, rendendoli così utilizzabili con facilità anche in una città con i dislivelli di Martina. A breve avremo un bando specifico».

Avete predisposto una pianificazione, anche a medio e lungo termine, dei risultati che vi attendete?
«L'obiettivo vero del Pums è proprio delineare dapprima un quadro della situazione esistente, poi di elaborare un modello che consenta di verificare in modo scientifico i risultati che si conseguono rispetto alle azioni che si intraprendono. Per cui, se è vero che l'orizzonte temporale del Pums è dieci anni, ogni due dovrà esserci una verifica costante dei risultati attesi. Ed eventualmente una correzione e una implementazione delle azioni per raggiungere gli obiettivi prefissati».

Centro storico: come s'intende procedere?
«Nel centro storico è in arrivo, come è ormai noto da tempo, l'area pedonale urbana a traffico limitato. Sarà telecontrollata e con i lettori ottici di targa degli autoveicoli agli ingressi, per cui avremo una delle aree pedonali urbane più grandi della Puglia e d'Italia. Siamo comunque all'anno zero non tanto perché non ci sono ancora le telecamere, che arriveranno, credo, entro l'estate, ma anche perché questo è solo, secondo noi, l'avvio d'un percorso che dovrà piano piano portare a una progressiva intensificazione delle limitazioni soprattutto per la salvaguardia ambientale e architettonica. Ciò mettendo a regime i servizi collettivi di trasporto nonché la pedonalità e la ciclabilità di Martina. Negli anni futuri si comincerà non solo a introdurre limitazioni per i veicoli più inquinanti, ma, da qui a dieci anni, a immaginare necessariamente un ulteriore ampiamento dell'area a traffico limitato. Perciò nel futuro, non prossimo ma neppure così remoto, dovremo guardare a modelli come quelli che hanno portato Milano ad avere la zona a traffico limitato più grande d'Europa e a puntare tutto sull'elettrificazione del trasporto pubblico locale, sull'uso delle auto condivise e delle biciclette, sulla pedonalità. Non dimentichiamo che un ruolo importante, in tutta la politica della mobilità urbana, lo svolge il sistema della sosta a pagamento».

Precisiamo questo aspetto.
«Il sistema della sosta a pagamento da un lato è un disincentivo per determinate categorie nell'usare l'auto, dall'altro una forma d'incentivo per altre come i residenti nella zona a traffico limitato. Questi ultimi si vedranno nettamente privilegiati nel trovare parcheggio nella zona extra murale del centro storico, che diventerà interamente a pagamento insieme ad altre zone anche della città nuova, con agevolazioni per i residenti e forse anche per altre categorie. La sosta a pagamento svolge non soltanto una funzione incentivante e disincentivante, quindi di orientamento dei flussi di traffico nella città, ma finanzia gli interventi che si realizzano sulle strade. Consente quindi quelle azioni individuate nell'ambito della partecipazione della città attraverso gli strumenti di pianificazione».

Il raccordo con la viabilità extra urbana è un problema atavico, reso tale anche dalla mancanza d'una circonvallazione e da collegamenti non agevoli con la zona industriale. Considerato che Martina ha un patrimonio di strade e stradine in campagna tra i più vasti e importanti d'Italia, come si pone il Pums?
«La questione coinvolge i sistemi di trasporto extra urbano come le linee ferroviarie, che, come sappiamo, si stanno elettrificando, sebbene sia un percorso ancora lento, ma anche i trasporti su gomma interprovinciali e intercomunali. E poi gli asset viari di collegamento interprovinciale, dove però possiamo dire che si procede di gran lena alla realizzazione della quarta corsia de l'Orimini e alla messa in sicurezza di molti degli incroci della statale 172».

Una cattiva abitudine dei cittadini è l'uso spesso ingiustificato dell'auto, mentre d'altro canto in alcune zone della città c'è l'oggettiva difficoltà e pericolosità della percorrenza a piedi. Sostenibilità significa creare un'organizzazione quanto più possibile armonica tra il trasporto pubblico, quello privato, la pedonalità e i trasporti alternativi. Cosa s'intende fare per questo specifico aspetto?
«La politica non si è mai occupata degli spazi pubblici della città. Non lo ha fatto per le aree a servizio che dovevano essere delle piazze e dei parcheggi, ma che nei decenni sono diventate palazzi. Solo ultimamente, con l'attuale Amministrazione Comunale, si è riusciti a porre un argine al saccheggio delle aree a servizi. In diverse di esse, oggi, ci sono dei cantieri che stanno realizzando dei servizi per tutti: servizi fondamentali come piazze che favoriscano la socialità. Le cattive abitudini dei martinesi derivano quindi da una cattiva politica che non ha pensato soprattutto alla pedonalità della città, che è piena zeppa di barriere architettoniche, interventi disorganici tra loro, pali della luce che sono essi stessi delle barriere architettoniche. Al centro di tutto si sono sempre posti il cemento e l'automobile. Rispetto a questa convinzione ideologica, sradicare certi luoghi comuni non sarà semplice. Ecco perché non basta parlarne, ma occorre agire e realizzare opere, infrastrutture, che cambino di fatto l'utilizzo da parte dei cittadini della loro città. Questa è la grande scommessa e la grande rivoluzione: fare in modo che i pedoni siano i proprietari della città e che tutti gli altri utenti della strada beneficino di luoghi più accoglienti in cui è più facile e più sicuro camminare a piedi e dove l'utilizzo dell'auto possa essere sempre più un'eccezione: ricordo che le piazze e le strade rappresentano il quaranta per cento del patrimonio pubblico di ogni città. Dev'essere invertita la gerarchia delle priorità: al primo posto i disabili, al secondo i pedoni, al terzo i ciclisti, poi i motocicilisti, quindi le auto e, al gradino più basso, i mezzi da lavoro: un altro argomento di cui il Pums dovrà occuparsi».

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