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Gossip politico: Gianfranco Chiarelli per la presidenza della Regione

di Redazione

24/03/2019 Puglia

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Gossip politico: Gianfranco Chiarelli per la presidenza della Regione

 

Gianfranco Chiarelli è, politicamente, un uomo fedele. Nonostante le difficoltà, non ha abbandonato la barca di Raffaele Fitto come invece hanno fatto altri fedelissimi. E se l'effetto politico del passaggio dei fittiani a Fratelli d'Italia dovesse andare in porto, tra un anno potrebbe essere lui il candidato del Centrodestra pugliese per la presidenza della Regione.

Naturalmente siamo al livello di ipotesi. Lo stesso Chiarelli smentirebbe considerando ogni discorso in tal senso prematuro rispetto alla situazione attuale. Il disegno politico, però, è lineare e logico. Il primo tassello del mosaico è la rielezione di Fitto al Parlamento europeo, dove dovrebbe correre con la leader nazionale Giorgia Meloni. È il passaggio essenziale dell'intero quadro e della sua carriera politica: o la va, o la spacca.

Se Fitto tornerà a Bruxelles e a Strasburgo, oltre a un seggio nell'europarlamento potrebbe ottenere, non subito ma in tempi relativamente brevi, la leadership d'un Centrodestra post berlusconiano però antagonista della Destra sovranista di Matteo Salvini. In passato era lui l'erede politico di Silvio Berlusconi. Si tratterebbe di recuperare un ruolo venuto meno dopo l'avvicinamento del Cavaliere a Matteo Renzi, che Fitto ha guardato come fumo negli occhi.

Il rischio, oggi, per i meridionali di estrazione conservatrice è farsi fagocitare politicamente dalla Lega Nord per l'indipendenza della Padania (nome completo, finalizzato al riconoscimento della sedicente Padania a stato unitario come fissa l'articolo 1 dello statuto). La ricerca, per sostenere Berlusconi e insieme come suo successore, d'un referente giovane di area cattolica, popolare, occidentalista, europeista ma in senso critico e autonomo, conservatrice ma sensibile alla modernità, troverebbe nell'ex ragazzo di Maglie una sintesi difficilmente replicabile. Soprattutto se Fitto vorrà e saprà porsi, per il Centrodestra e in Italia, come uomo della mediazione e della pacificazione. La sua storia politica potrebbe inoltre trovare sponda, se la critica all'Europa sarà costruttiva, negli avversari del Pd, che lo sosterrebbero indirettamente in alternativa al sovranismo dissolutore e xenofobo di Matteo Salvini e all'approssimazione parolaia e arrivista di Luigi Di Maio.

E Chiarelli? L'avvocato martinese, spazzato via un anno fa, come l'intera classe politica ionica e pugliese, dal trionfo dei Cinque Stelle, ma con il dente avvelenato per non aver potuto competere nel collegio senatoriale di Taranto ceduto dal Centrodestra alla politicamente pressoché sconosciuta moglie dell'ex presidente della Provincia, Martino Tamburrano, è forse il politico di cui Fitto si fida maggiormente. Una vittoria convincente del suo leader e la riorganizzazione della Puglia come avamposto della Destra patriottica di Fratelli d'Italia potrebbero consegnargli la candidatura, magari dopo primarie che vedrebbero Fitto ricostituire su scala regionale, dentro Fratelli d'Italia, il suo partito personale. Una forte spinta potrebbe venirgli da Martina, dove l'immaturità politica di Forza Italia, la labilità della Lega di Angioletto Gianfrate e la figura rispettabile di Eligio Pizzigallo come referente dell'opposizione consiliare all'Amministrazione Ancona potrebbero riconsegnare a Gianfranco Chiarelli quel ruolo di mediazione che ha svolto a fasi alterne nel Centrodestra durante le Amministrazioni Conserva e Palazzo, e venuto meno, dopo la fuga in avanti di Pino Pulito, alle ultime comunali.

Possibilità di riuscita? Se ne saprà di più dopo il 26 maggio. Se Fitto sarà rieletto in Europa, ci sarà quasi un anno per definire i contorni degli altri pezzi del mosaico.

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