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Pasquale Lasorsa: «Il traffico degli autoveicoli a Martina sarą smart»

di Redazione

14/10/2020 Municipio

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Pasquale Lasorsa: «Il traffico degli autoveicoli a Martina sarą smart»

 

«È da tempo che stiamo lavorando per essere pronti all’ingresso nella nostra vita sociale delle tecnologie in grado di trasformare una realtà come Martina in città smart». Pasquale Lasorsa, assessore agli Affari Generali, Contenzioso, Politiche per la Sicurezza, Trasporto Pubblico Locale, Mobilità, affronta con fiducia ed entusiasmo la sfida con il futuro. «Abbiamo iniziato con i parcheggi. Proseguiremo con il traffico e, nei prossimi giorni, con l’avvio della zona a traffico limitato che coincide con il centro storico e piazza XX Settembre».

Quali sono le innovazioni per il traffico?

«Abbiamo in corso un processo di digitalizzazione su tutti i fronti. L’anno scorso abbiamo avviato il pagamento digitale della sosta degli autoveicoli. Quest’anno abbiamo affiancato altri gestori ampliando i servizi a disposizione dell’utenza. Abbiamo anche inaugurato il sistema di digitalizzazione del rilascio del pass per la zona a traffico limitato con la piattaforma Park for fun, mentre le applicazioni per il pagamento della sosta sono Su My cicero, Easy park e una app Wolksvagen operativa su tutti i veicoli di quella casa automobilistica. Abbiamo inoltre aggiunto un altro sistema digitale per il controllo delle informazioni del trasporto pubblico locale. Su tutti i mezzi pubblici abbiamo montato dei sistemi di localizzazione satellitari che segnalano in tempo reale la loro posizione. L’applicazione, si chiama We map, ci fornisce in tempo reale le informazioni su tutte le fermate esistenti. Si può così sapere quanto manca affinché l’autobus arrivi alla fermata dove si sta aspettando più altre funzioni accessorie, ad esempio la possibilità di essere avvisati quando mancano pochi minuti al passaggio effettivo dell’autobus così da poter programmare, se piove, un’esposizione minima per raggiungere la fermata più vicina alla propria abitazione o all’ufficio. È consentita la bigliettazione elettronica. Inoltre, la costruzione digitale del percorso: dimmi dove sei e dove vuoi arrivare, così calcolo la strada più breve e veloce dicendoti quale o quali autobus devi prendere. Infine, i dati che ci vengono forniti da We map sono open. Chiunque può utilizzarli anche a fini commerciali». 

Parliamo della zona a traffico limitato.

«La zona a traffico limitato entra in funzione il 19 ottobre. In questi mesi abbiamo attivato le telecamere nell’intero centro storico a cui si affianca un’area pedonale urbana che è piazza XX Settembre. Le telecamere sono predisposte per leggere automaticamente la targa degli autoveicoli che si avvicinano. Da agosto in poi abbiamo attivato le telecamere in modalità test. All’inizio abbiamo riscontrato una media inizialmente di seicento per poi attestarci agli attuali da cento a circa quattrocento ingressi mensili Dal 19 ottobre tutti coloro che hanno registrato il loro autoveicolo ottenendo il pass potranno accedere nella zona a traffico limitato e il lettore della telecamera preposta lo saprà. Coloro che entreranno non autorizzati saranno ugualmente registrati e sanzionati. Nel centro storico potranno accedere con l’auto solo i residenti e i commercianti». 

Qualche anno fa Madonna attraversò il centro storico, per visitarlo, in incognito dentro un’auto con i vetri oscurati.

«Non sarà più possibile. Devo deludere chi volesse, come succedeva in passato, attraversare il centro storico in auto. I controlli saranno molto rigorosi: solo i residenti e i commercianti, per le loro esigenze di carico e scarico delle merci, saranno esentati dalla pedonalizzazione».   

Sul tuo profilo Facebook hai anticipato un’idea per risolvere l’atavico problema della strettoia di via Carmine all’incrocio con via Pergolesi, pericolosissima per i pedoni e gli studenti delle vicine scuole: un antico dispetto del massone Alessandro Fighera nei confronti del clero dell’epoca, hai detto.

«Devo alla consulenza storica di Antonio Scialpi quest’ultimo particolare storico. Noi abbiamo un’idea che è figlia della nostra concezione della viabilità: al primo posto la sicurezza dei pedoni. Lì la sicurezza è compromessa e la soluzione che abbiamo ideata, che andremo a discutere con il quartiere in un incontro pubblico, prevede la revisione dei sensi di marcia con il senso unico a entrare, l’ampliamento del marciapiede e alcune modifiche dei sensi di marcia delle strade in quella zona. Si tratta di una soluzione che ha dei pro e dei contro. I pro sono che rende più sicuro per i pedoni il tratto davanti alle scuole e mette in sicurezza l’ingresso dell’asilo Collodi. Oggi gli scuolabus fanno scendere i ragazzi al lato opposto del cancello d’ingresso, causando una situazione di pericolo che è l’attraversamento della strada. L’inversione del senso di marcia consente di evitare questo problema. Ci segnalano un altro serio problema nel tratto finale di via Carmine, cioè la strettoia del tratto curvilineo, privo di marciapiedi, che scende verso la Valle d’Itria. Con il quartiere discuteremo una possibilità d’intervento che impedisca ai veicoli che salgono di passare davanti alle scuole deviandoli verso via Lella, in più realizzando i marciapiedi. Questo in prospettiva. Per le modifiche della viabilità siamo invece pronti a intervenire». 

Tempi di esecuzione delle opere?

«Non immediati. Entro il 2021, comunque, dovremmo farcela. L’obiettivo è mettere in sicurezza questi due tratti di via Carmine. I contro sono che toglieremmo una strada d’uscita dal Carmine appesantendo l’uscita di via Cesare Pavese. Perciò sarà importante confrontarsi con il quartiere Carmine prima di prendere una decisione definitiva». 

La sicurezza pedonale prima di tutto, quindi?

«Si. Noi stiamo facendo degli interventi che s’inquadrano nel progetto più ampio della sicurezza pedonale. Perciò abbiamo realizzato dei percorsi pedonali là dove vi erano tratti di promiscuità tra pedoni e auto: ad esempio, con l’intervento nell’extramurale con paletti dissuasori della sosta che hanno restituito i marciapiedi alle persone. Abbiamo fatto interventi analoghi anche in altri luoghi dove non c’era spazio per il passaggio pedonale. Penso a via San Girolamo Emiliani davanti all’Agip vecchia in via Taranto, in via Fratelli Caramia, in via Marafa dove le auto parcheggiavano dal lato dove c’è l’Enel. Andremo avanti nei posti dove non c’è il marciapiede e dove le auto impediscono il passaggio dei pedoni». 

Qual è la politica dei parcheggi su cui, in passato, vi sono state delle critiche?

«Noi abbiamo incontrato, su loro richiesta, le delegazioni dei commercianti di diverse zone della città, ad esempio quella di via Mercadante, che chiedevano per loro agevolazioni economiche più consistenti rispetto a quelle che già hanno e che hanno apprezzato il sistema della sosta dei clienti. Noi abbiamo sempre detto che il sistema dei parcheggi deve garantire per un verso i residenti, che quindi pagano una tariffa agevolata di cinquanta euro l’anno per il posto auto, dall’altro la rotazione che serve ai negozi. Infatti registriamo sull’intero anello extramurale un’ampia disponibilità di posti auto che prima non c’erano. Idem in corso Messapia. Il sistema funziona nonostante l sottrazione di tutti i posti auto di corso Messapia per via delle installazioni floreali. Togliere spazio alle auto per restituirlo ai pedoni è quindi una politica che paga perché alimenta l’economia, fornisce un canale preferenziale residenti, quindi determina una ridefinizione delle esigenze. Non è impossibile parcheggiare qualche centinaio di metri più lontano lasciando così spazio a chi vive e a chi va nei negozi a spendere». 

Non sempre, però, la gente è immediatamente ricettiva ai cambiamenti.

«Capisco che possano creare uno spaesamento iniziale, ma tutto sta a verificare la razionalità degli interventi. Non serve spaventarsi, ma piuttosto riflettere sul fatto che sta per entrare in funzione, in via Del Tocco, un parcheggio gratuito di 134 posti auto servito con una navetta continua che collega l’est e l’ovest della città. Ogni venticinque minuti una persona può recarsi dal Carmine all’altro capo della città, fino al cimitero, dalle 7.00 del mattino alle 22.00 di sera. Con il servizio Busmart siamo passati da circa un centinaio agli attuali quattrocento utenti giornalieri: c’è ancora disponibilità, ma i numeri cominciano a essere incoraggianti». 

E la nuova rotatoria all’ingresso di Martina da via Locorotondo?

«Funziona».  

 

 

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