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Visione Comune: «Per il centro storico stabilire che cosa deve essere Martina Franca»

di Redazione

10/09/2018 Politica

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Visione Comune: «Per il centro storico stabilire che cosa deve essere Martina Franca»

 

In una nota del suo segretario Claudio Cavaliere, il movimento Visione Comune, presente in Consiglio comunale e nell'Amministrazione Ancona, torna sulla questione del centro storico. «Il dibattito principale, alimentato anche dalle tante proteste giunte da parte degli abitanti di quella che veniva tempo fa definita la Città Vecchia, si è incentrato sulla convivenza tra la cosiddetta movida e le necessità di abitabilità dei residenti» rileva Visione Comune. «Contraddizione apparentemente insormontabile se solo non si provasse ad immaginare una gestione politica della città coerente con il programma per l’attuazione del quale questa Amministrazione è stata eletta, e che, come è naturale che fosse, è stato tradotto negli indirizzi generali di governo».

La nota prosegue: «Ogni luogo della città, ogni forma di aggregazione urbana, ogni agglomerato sociale ha la sua particolarità». Per cui «è impensabile che un’Amministrazione possa adottare politiche standardizzate che non tengano conto delle varie specificità. In base a ciò, il centro storico ha necessità di una politica appropriata, ma non meno di quanto ne possa aver bisogno la zona industriale, o le zone commerciali o l’agro. E, comunque, tutte tra loro assolutamente coordinate in un’unica visione coerente di città».

Il punto centrale della posizione di Visione Comune è: : «Al di là dei titoli più o meno attinenti alla realtà che viviamo, come città dei bambini, città del Festival, città d’arte e di cultura, città che legge, dobbiamo dirci cosa deve essere Martina Franca. E, sulla base di ciò, costruire una identità riconoscibile che ne faccia il proprio principale biglietto da visita nel mondo e che, al tempo stesso, ne scandisca la vita interna. Magari insieme agli altri comuni della Valle d’Itria». Ne discende che «solo se ragioniamo in questi termini, possiamo creare la visione e, di conseguenza, le regole perché il centro storico riesca a trovare il suo equilibrio e, all’interno di questo equilibrio, riesca ad essere ugualmente attrattivo tanto per i turisti quanto per i cittadini, quanto per i residenti». Per cui «occorre adottare quanto prima alcuni strumenti che possano regolamentare lo sviluppo del centro storico in maniera coerente con il proprio stile. Parlo, per esempio, della zona a traffico limitato che dovrà avere la capacità di svuotare le strade e gli antichi vicoli dalle auto, evitando nel contempo di creare disservizi agli abitanti e garantendo loro una possibilità facilitata di parcheggio» e «del Piano strategico del commercio e della relativa creazione dei Distretti urbani del commercio, sul quale l’Assessorato allo Sviluppo economico sta lavorando alacremente».

Rispetto al Piano, il centro storico assume «una funzione di attrattiva sostenibile, culturale e gastronomica, nel rispetto della mission della nostra città». Inoltre: «Una volta individuata la visione, una volta create le condizioni perché tale visione sia attuata e le regole che la preservino, il resto dovrà venire da sé. Certamente chi deciderà di investire economicamente nel centro storico dovrà farlo nel rispetto delle regole che la città si è data e, nella definizione del proprio piano di business, dovrà adeguarsi, facendone un punto di forza, alla identità che Martina Franca vorrà darsi». Infine: «Deve essere la visione politica che deve modificare i comportamenti, non il contrario».

Nella foto, di Piero Marinò, uno scorcio del centro storico. Per gentile concessione.

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